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“IN CERCA DI SANTA PERDUTA” PER ACCOGLIERE DEGNAMENTE IL RITORNO DELLA SANTA

Redazione by Redazione
5 Settembre 2013
in Archivio notizie
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di Andrea Caponeri e ROW

Lo scorso anno la Santa, inspiegabilmente, non era apparsa in sogno a dettare le sue volontà, sicché la Festa non ebbe luogo, se non in misura minore.

Quest’anno, però, Santa Perduta si è miracolosamente palesata ai suoi Devoti, che, in obbedienza al Suo volere, e in occasione del decennale della Festa stessa (che ebbe inizio nel lontano 2003), sono felici di confermare che la Festa si farà e sarà “più bella e superba che pria” snodandosi in 4 eventi dal 1 a 6 settembre, in tre luoghi diversi, perché la Santa ama gli erranti.

Come da tradizione, la serata finale, prevista per il 6 settembre ai giardini dell’ex Caserma Piave, sarà preceduta da un triduo di preparazione, denominato “In cerca di Santa Perduta”, tre tappe piacevoli e necessarie per arrivare lieti e puri al grande evento.

 

Ecco il programma del Prologo:

 

Locandina Kuzminac (png) (1)DOMENICA 1° SETTEMBRE, ore 21.15- Goran Kuzminac in concerto (P.zza Duomo- Evento in collaborazione con “Il Gelato di Pasqualetti” ed  Enoteca “Al Duomo”)- Dopo il successo raccolto lo scorso febbraio al Magazzino delle Idee, ritorna a Orvieto il grande Goran Kuzminac, una voce storica della canzone d’autore italiana che tra fine anni ’70 e inizio ’80 raccolse grandi successi con brani come “Stasera l’aria è fresca” , “Hey ci stai”, per non parlare del famoso “Q Concert” che lo vide impegnato per un anno, su disco e in tour, con Ivan Graziani e Ron. Da pochi mesi è uscito “Fiato”,  il suo splendido ultimo lavoro che conferma le sue grandi doti di autore e di musicista (Goran Kuzminac è uno dei maggiori chitarristi fingerpicking in Italia: vederlo suonare è una pura meraviglia).

 

 

 

 

 

 

Locandina Lauzi in png (senza colori)LUNEDI’ 2 SETTEMBRE, ore 21.15- “Per Francesco, sopra le stelle del jazz”- Concerto jazz del CARLO ATTI 4et nel caro ricordo di Francesco Satolli (p.zza Simoncelli, quartiere medievale)

Dal 2010 Santa Perduta ricorda con gioia ed affetto Francesco Satolli, amico e jazzista che un destino troppo disumano ci portò via nell’estate 2008. Nella splendida cornice della piccola, ma suggestiva, P.zza Simoncelli, andrà in scena un concerto di altissimo livello che sicuramente gli amanti del jazz e della buona musica in generale non vorranno perdersi. Sarà infatti sul palco il CARLO ATTI 4et, guidato da Carlo Atti (tenor sax), uno dei musicisti più amati da Francesco, accompagnato da Lorenzo Agnifili (piano), Andrea Ambrosi (double bass) e Fabio D’Isanto (drums).

 

 

 

 

 

 

 

 

Locandina Per Francesco 2013 (1)MARTEDI’ 3 SETTEMBRE, ore 21.15 – “Un uomo che va: Orvieto canta BRUNO LAUZI” Serata-evento con Stranizza con Gioia, Andrea Caponeri & Andrea Massino, Rossella Costa & Felix Rainone Duo, Simone mi odia (feat. Francesca Dragoni) e lo special guest Filippo Gatti (ex Elettrojoice) (p.zza Simoncelli, quartiere medievale).

Bruno Lauzi è stato uno dei grandi e misconosciuti geni della musica italiana, un padre della canzone d’autore (esordì a inizio anni ’60) e un esponente di spicco della cosidetta “scuola genevese” (insieme a De Andrè e Tenco). Conosciuto e amato già dagli anni ‘60 per brani storici come “Il poeta” e “Ritornerai”, in cima alle hit parades nei  ’70 con i brani scritti per lui da Battisti-Mogol (Amore caro, amore bello, L’aquila ed altri) e le deliziose e insuperabili canzoni per bambini (La tartaruga, Johnny Bassotto e così via), negli anni seguenti, da una posizione più defilata, continuò a scrivere splendide canzoni e a cantarle con voce unica.

Magistrali furono anche le sue traduzioni, da Jacques Brel, da Paul Simon, da Roberto Carlos ed altri, e i pezzi scritti per altri interpreti, specialmente femminili: basti citare capolavori come “Piccolo uomo” e “Almeno tu nell’universo”, scritte per  Mia Martini.

Libero pensatore e libero artista, spesso controcorrente anche rispetto allo stesso ambiente musicale (fu militante del Partito Liberale in tempi in cui la scena artistica andava decisamente da tutt’altra parte), scopritore di Paolo Conte (che a lui affidò per primo “Onda su onda” e “Genova per noi”), negli ultimi suoi anni Lauzi lottò con fierezza e inguaribile ironia contro il morbo di Parkinson, accogliendo gli sbigottiti fotografi dicendo “Scusate se vengo mosso”.

Nonostante molti grandi della canzone italiana negli ultimi anni abbiano sentito il bisogno di ricantare l’autore genovese (parliamo di gente come Vinicio Capossela, Franco Battiato, Morgan, Gino Paoli, Simone Cristicchi, Musica nuda, Quintorigo ed altri ancora), Bruno Lauzi, morto nel 2007, è una figura che va comunque riscoperta, anche (e soprattutto) nei brani considerati minori, e in realtà autentici gioielli nascosti.

“Un uomo che va- Orvieto canta Bruno Lauzi” è questo: un atto d’affetto, d’amore, per rendere il giusto tributo e ringraziamento a un gigante della canzone italiana, uno di quei pochi che l’hanno davvero presa, questa canzone, e portata da un’altra parte. Una cosa piccola, ma buona, che abbiamo voluto mettere in piedi con la benedizione del figlio, Maurizio Lauzi, in un palco che vedrà all’opera Filippo Gatti (ex leader degli Elettrojoice, uno dei gruppi più influenti del rock italiano anni 90) che ebbe ospite Bruno Lauzi nel suo primo disco solista, e alcuni dei migliori musicisti orvietani che si sono messi volentieri a disposizione per costruire quella che già si profila una serata unica e irripetibile.

 

 

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