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Home Politica

Orvieto ricorda i Sette Martiri di Camorena. Corteo cittadino, venerdì 29 marzo, partenza alle 17.00 da piazza XXIX marzo

Redazione by Redazione
28 Marzo 2013
in Politica, Secondarie, Archivio notizie
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Riceviamo dal Comitato Cittadino Antifascista di Orvieto e pubblichiamo.

E’incredibile – o forse no – ma nessuno degli amministratori che si sono succeduti al Comune di Orvieto nel dopoguerra, si è mai sentito in dovere di approfondire la ricercastorica sui mandanti e sugli esecutori della fucilazione di sette uomini in località Camorena, il 29 marzo del 1944: Ulderico Stornelli, Raimondo Lanari, Amore Rufini, Federico Cialfi, Dilio Rossi, Alberto Poggiani e Raimondo Gugliotta.
Ciò che si conosce ad oggi di quel tragico episodio e del contesto in cui maturò lo si deve alla libera iniziativa di alcuni storici contemporanei e alla loro passione e meticolosità, che raramente ha trovato una sponda in ambito istituzionale. Il primo volume in assoluto che documenta l’accaduto – “Tempo di Guerra” – fu pubblicato dal Comune di Castiglione in Teverina, territorio presso il quale i sette si diedero alla macchia. Dalla “Indagine conoscitiva sui crimini nazifascisti perpetrati in Umbria tra il 1943 e il 1944“, realizzata nell’ambito delle attività della “Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause dell’occultamento dei fascicoli relativi ai crimini nazifascisti” (L. 107/2003) emersero ulteriori elementi, e finalmente i nomi e i cognomi dei fascisti orvietani che fecero pressione sul tribunale militare tedesco per ottenere la condanna a morte dei sette. E’ storicamente determinato che gli occupanti tedeschi ad Orvieto, praticamente già sulla via della fuga (Giugno 1944, gli alleati entrano in città) non avevano intenzione di immischiarsi in quelle che loro reputavano più che altro “faccende locali” e avrebbero forse condannato “soltanto” al carcere i sette arrestati “renitenti alla leva”. Lo zelo e la vigliaccheria dei fascisti locali ebbero però la meglio e quegli innocenti vennero fucilati da un plotone d’esecuzione tutto “italiano”. I ricordi della famiglia Stornelli ci hanno in seguito testimoniato le difficoltà vissute dei familiari delle vittime nella città di Orvieto subito dopo la fucilazione dei loro cari e ci hanno fornito elementi preziosi per la ricostruzione della memoria reale dei fatti (cattura, torture, processo) e dei loro protagonisti.

Riteniamo che oggi più che mai vi sia la necessità di documentare gli eventi del passato al fine di comprendere le evoluzioni e le involuzioni dell’odierna società, e di analizzare quei meccanismi che rispondono unicamente agli interessi del capitale internazionale, alla base della devastazione ambientale del pianeta e della distruzione della coscienza degli individui. Diretta conseguenza di ciò sono a nostro avviso i fenomeni di autoritarismo e di violenza xenofoba e squadrista che a più livelli e in varie forme stanno riemergendo nel nuovo millennio. Dopotutto, da sempre la difesa del privilegio necessita dei suoi cani da guardia, e in particolar modo ora, nel bel mezzo di una crisi economica planetaria che sembra non aver fine, e laddove milioni di uomini e donne reclamano a gran voce reddito, diritti, terra e lavoro.

Ecco allora riemergere dalle fogne anche in Italia i movimenti neofascisti, elettori più o meno occulti del centro destra e sdoganati dai benpensanti del centro sinistra, nel tentativo di praticare ancora il loro sporco gioco, talvolta palesemente, spesso sotto le mentite spoglie di associazioni di promozione sociale.
Anche in Umbria sono attivi gruppi di ispirazione neofascista, seppure senza poter contare al momento su un numero significativo di aderenti. La contraddittoria normativa nazionale in materia non è purtroppo sufficiente a vietare la loro azione “per legge”, né tantomeno a contenere le loro pratiche, già condannate dalla storia ma pronte a riaffacciarsi in tutta Europa in questa critica fase sociale, e che rischiano pertanto di fare proseliti soprattutto tra le giovani generazioni.
Non lo consentiremo, né ora né mai.
Le strade sono di chi ama. Antifascisti sempre !


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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