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Primi segnali di debole ripresa, tra casse integrazioni in vista (nella migliore delle ipotesi) e appelli alle banche

ORVIETO – Primi segnali di debole ripresa, tra casse integrazioni in vista (nella migliore delle ipotesi) e appelli alle banche. Dopo l’alluvione del 12 novembre, tolto il fango, c’è chi ad Orvieto scalo inizia a vedere un po’ di luce in fondo al tunnel. Alcune attività – concessionarie, auto forniture, riparazioni e assistenza auto, negozi e bar – stanno ripristinando in parte i servizi. Un primo segnale di speranza, a dispetto dei danni che restano ingenti. La consapevolezza è però che per i risarcimenti – quando e se arriveranno – i tempi saranno lunghi e la disperazione resta. Dopo l’incontro di lunedì, dalla Regione è giunta la comunicazione della disponibilità degli ammortizzatori sociali in deroga a favore dei dipendenti delle imprese danneggiate. Anche in funzione di questo la Cgil sta chiedendo che, oltre al tavolo regionale, sia istituito un livello di coordinamento locale a cui partecipino tutti i soggetti coinvolti, sia datoriali che sindacali.

“Sono 70 – illustra la responsabile della Camera del Lavoro, Maria Rita aggio – le aziende non agricole coinvolte e diverse centinaia i posti di lavoro a rischio in un territorio come l’Orvietano, dove la crisi ha già colpito pesantemente un tessuto produttivo fatto prevalentemente di piccole e piccolissime imprese”. “Per questo – continua Paggio – è necessario certamente definire il censimento dei danni e ottenere il riconoscimento dello stato di calamità richiesto dalla Regione al Governo, ma serve anche un’azione immediata che consenta alle aziende di riprendere l’attività in tempi rapidi, per evitare perdita di commesse o un’uscita troppo lunga dal mercato”. L’interlocutore numero uno sono le banche.

Già lunedì, a livello locale, le associazioni di categoria del commercio, dell’industria, dell’artigianato e dell’agricoltura hanno avuto un primo incontro con alcuni funzionari degli istituti di credito del territorio tra cui Cassa di Risparmio Lucca Pisa e Livorno, Cassa di Risparmio di Orvieto, Crediumbria Bcc, C.aRi. Fano, Monte dei Paschi di Siena, Unicredit, Bnl, Banca Popolare di Spoleto. “E’ emersa una reale disponibilità da parte degli istituti di credito che stanno lavorando per creare un soggetto esecutivo congiunto al fine di reperire fondi da destinare specificatamente al sostegno per l’emergenza, per garantire almeno la riapertura degli esercizi” fa sapere Luigi Maria Manieri presidente di Confcommercio. Per oggi, invece, è previsto in Regione un incontro operativo con le banche operanti in Umbria, Gepafin e Confidi per l’attivazione di strumenti di supporto per l’accesso al credito delle imprese danneggiate.

La foto in home è di Gianluca Adami

21 Novembre 2012

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