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Home Politica

Ficulle. 11 licenziamenti sono un’enormità

Redazione by Redazione
3 Ottobre 2012
in Politica, Territorio, Secondarie, Archivio notizie
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Riceviamo dalla colaizione di centrosinistra di Ficulle e pubblichiamo
Nella giornata di giovedi abbiamo ricevuto la comunicazione da parte delle dirette interessate, dell’attivazione della procedura di licenziamento di 11 dipendenti della Coop. Demetra.
11 è un numero che in valore assoluto è piccolo, è solo a due cifre.
Abbiamo fatto una riflessione sul suo valore relativo:
11 Lavoratrici licenziate per un paese come Ficulle cosa significano?
Per una Città come Orvieto di 24.000 abitanti è come se licenziassero 156 lavoratori, per una Città come Terni di 113.000 abitanti è come se licenziassero 734 lavoratori, per una Città come Perugia di 169.000 abitanti è come se licenziassero 1100 lavoratori, per una Città come Torino di 906.000 abitanti è come se licenziassero 5900 lavoratori.
Per una Coop. Come la Demetra di 22 lavoratori in totale è una riduzione del 50%.
il documento che la Coalizione ha approvato analizza le problematiche di tutta la vicenda legata ai licenziamenti per dare il proprio contributo all’individuazione di un percorso virtuoso.
Ci aspettiamo da parte di chi ha il dovere di farlo, una difesa delle lavoratrici e da parte di tutti la solidarietà dimostrata in situazioni analoghe.
Segue il documento approvato dalla coalizione.

Il centro sinistra sta con le lavoratrici della cooperativa Demetra in servizio presso la Casa di Riposo

11 LICENZIAMENTI SONO UN’ENORMITA’

Dopo un riduzione significativa dell’orario di lavoro e un lungo periodo di cassa integrazione ora arriva la richiesta di licenziamento per 11 dipendenti della Coop. Demetra in servizio presso la Casa di Riposo di Ficulle.

Il licenziamento del 50% dei lavoratori della Cooperativa e il 30% della forza lavoro occupata nell’assistenza agli anziani va giustificata almeno da una riduzione del 30% degli ospiti della struttura.

Significa che sui 45 posti di R.P. disponibili, occupati devono essere soltanto 32, altrimenti si pone il problema del rispetto degli standard minimi di assistenza per gli ospiti e quindi, di conseguenza, il rischio di uno scadimento qualitativo, con conseguente ulteriore perdita di attrattività e quindi di ospiti.

Per quello che ci riguarda massima solidarietà alle lavoratrici e alle loro famiglie e sostegno ad ogni loro iniziativa di lotta per la difesa del posto di lavoro.

Ci auguriamo che tutto il paese si stringa in questo momento difficile intorno alle lavoratrici e alle loro famiglie e li sostenga nella loro lotta per la difesa del posto di lavoro.

In una realtà come quella di Ficulle ed in un momento di grande difficoltà, un fatto del genere ha un notevole inevitabile impatto sull’economia locale.

Il problema in prospettiva è però più serio e le responsabilità per questa situazione sono molto più profonde.

Vi ricordate solo due anni fa la costituzione di questa nuova Cooperativa e il suo subentro alla Coop il Quadrifoglio, che da sempre aveva in appalto i servizi nella Casa.

Già allora sollevammo la questione perché, già da allora era forte la preoccupazione per la situazione complessiva della Casa di Riposo ed era chiaro che qualora fosse accaduto quello che sta accadendo, le prime a pagare sarebbero state le lavoratrici e i livelli di assistenza nei confronti degli ospiti.

Se oggi il servizio fosse ancora svolto da una cooperativa delle dimensioni della Quadrifoglio, probabilmente per le lavoratrici interessate dalla richiesta di licenziamento ci sarebbe stata la possibilità in tutto o in parte di un reimpiego all’interno delle attività più vaste dell’Azienda o strumenti e ammortizzatori che avrebbero consentito alle lavoratrici soluzioni alternative al licenziamento.

Oggi per la Cooperativa Demetra l’unica possibilità è il licenziamento.

Vi ricordate gli articoli pubblicati, per esempio su La Nazione del 16/02/2010, dal Consigliere Montegiove a nome del Consiglio di Amministrazione della Casa, in risposta alle voci di preoccupazione che si alzavano forti nel paese e già prevedevano quello che sta succedendo?

Montegiove dichiarava con tono rassicurante: “nessun problema per i 25 dipendenti”, La Casa di Riposo avrà presto un sostanziale potenziamento”.

Ma quanno? Si direbbe a Ficulle…………………..

Purtroppo avevamo ragione noi. Nessuno ci ha ascoltato e queste sono alcune delle conseguenze.

Ci auguriamo che questo non si ripeta e che le persone di buona volontà usino la ragione e ascoltino le preoccupazioni di chi fino a questo momento ha visto giusto.

I responsabili di quello che sta accadendo, i loro consiglieri, i loro sostenitori, coloro che hanno messo la testa sotto la sabbia facendo finta di non vedere, chi ha voluto buttarla in politica, dopo un sostanzioso mea culpa, dovrebbero chiedere scusa alla Comunità per quanto sta accadendo e trarne le conseguenze.

La preoccupazione del Presidente e degli Amministratori, in questi anni è stata, come modificare lo statuto per mandare via il Sindaco dal Consiglio Direttivo.

Sarebbe stato meglio occuparsi a tempo pieno di come trovare, anche per tramite l’Amministrazione Comunale, un aiuto per fare fronte alla grave situazione attuale.

Non più tardi di qualche mese fa, essendo chiaro che il lungo periodo di cassa integrazione del personale e i risultati di bilancio (In perdita nel 2008, 2009 e anche nel 2011) non lasciavano presagire niente di buono, abbiamo organizzato un tavolo tra la Casa di Riposo e l’Amministrazione Comunale, perché consapevoli di quanto stava accadendo, si trovasse il modo per affrontare insieme le difficoltà e risolvere i problemi.

Ancora stiamo aspettando una risposta.

Ripetiamo quello che già abbiamo detto, inascoltati, in tante altre occasioni da almeno 5 anni: i Ficullesi se non vogliono contribuire a che la Casa di Riposo incrementi le sue difficoltà, debbono far sì che si creino le condizioni affinché si intraprenda un percorso virtuoso con tutte le istituzioni del paese, in primis l’Amministrazione Comunale per risolvere i problemi e chi costituisce ostacolo a che questo si possa realizzare abbandoni gli egoismi e si faccia da parte o venga invitato a farlo.

APRIAMO GLI OCCHI!!!!!

ASCOLTATECI, NON VORREMMO DIRE DI NUOVO: L’AVEVAMO DETTO

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