Tutto pronto per il corteo storico, un prezioso Labaro ne custodisce l’unicità e la racconta al mondo
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Tutto pronto per il corteo storico, un prezioso Labaro ne custodisce l’unicità e la racconta al mondo

 

ORVIETO – Un prezioso Labaro lavorato, custode della storia di Orvieto e narratore del corteo storico in Italia e nel mondo. Musica d’organo per celebrare il giorno del Corpus Domini e 400 figuranti pronti a sfilare per le vie della Rupe che si fanno quadri viventi, sacri custodi di una storia senza fine. Si rinnova così, sulla città del Duomo, la tradizione del corteo storico pronto a regalare momenti unici per celebrare ancora una volta il privilegio di essere cittadini orvietani.
Ieri il presidente dell’associazione Lea Pacini Silverio Tafuro, il decano Franco Barbabella e il responsabile della comunicazione del comitato di gestione Ettore della Casa, come consuetudine, a pochi giorni dall’uscita della sfilata, hanno presentato le iniziative a corredo del corteo del 3 giugno.  E lo hanno fatto nella stanza del sindaco, Giuseppe Germani che non ha mancato di sottolineare l’importanza di questo appuntamento annuale e il valore inestimable dei costumi per cui purtroppo, ad oggi, nonostante gli sforzi, l’unica sede disponibile e idonea in termini di metratura, rimane quella della ex caserma Piave.
LABARO – Ma la vera novità di quest’anno è il prezioso Labaro ricamato dell’Ambasceria della Città che verrà benedetto sabato 2 giugno dal vescovo della Diocesi di Orvieto-Todi, monsignor Benedetto Tuzia in occasione dei Vespri in Duomo. A scortarlo sarà l’Ambasceria composta da tre coppie di nobili, un ambasciatore che si rivolgerà alla città spiegando il significato della cerimonia, due guardie e un portalabaro. “Si tratta di una chicca di cui andiamo particolarmente fieri – ha spiegato Della Casa – ci è voluto molto coraggio e un lungo lavoro per arrivare a questo risultato. Sicuramente è solo il primo passo, il primo passo, però, di un progetto a lungo termine che ha come obiettivo quello di far conoscere il nostro corteo storico, unico nel suo genere”.
CONCERTO IN DUOMO – Altra new entry nel programma delle celebrazioni della settimana che precede il corteo sarà il concerto d’organo in Duomo del maestro Nello Catarcia, inserito anche nel programma del Festival di Arte e Fede, giovedì 31 maggio alle 21.30.
“Nell’intento di valorizzare ancora di più la settimana che precede il corteo storico –
ha spiegato Barbabella – è nata l’idea, da parte del comitato, del concerto in Duomo approfittando della presenza della nostra bellissima cattedrale e della professionalità e bravura del maestro Catarcia. Il prossimo anno, almeno questo è l’auspicio, contiamo di allungare gli appuntamenti che precedono la festività del corteo almeno di un’altra settimana”.
LA SFILATA – Per quanto riguarda la sfilata del 3 giugno, sostanzialmente invariato il percorso che affronteranno i 400 figuranti in totale sicurezza. Lo ha voluto sottolineare il sindaco Giuseppe Germani spiegando che, come previsto dalla nuova circolare Gabrielli, verranno adottate tutte le misure previste per legge. Verrà aperto il coc e verranno potenziati i controlli con presidi nei punti nevralgici della città. Quest’anno  il corteo non sosterrà più in piazza Duomo. Confermate le figure che vestiranno i costumi storici del corteo.
Come quello del Conestabile dei Cavalieri, per oltre mezzo secolo indossato dal decano Sergio Riccetti, scomparso a 84 anni pochi giorni fa in ricordo del quale verrà osservato un minuto di silenzio prima del via alla sfilata. Ad indossarlo, ancora una volta, sarà Stefano Ferrari.
“Celebreremo la figura di Sergio –
ha spiegato il presidente Tafuro – confermando l’uscita del suo costume. Avrebbe voluto così. Vedremo se nei prossimi giorni il comitato proporrà qualche altra iniziativa in suo ricordo”.
Tra gli appuntamenti in programma:
1 giugno ore 17 – Palazzo del Capitano del Popolo: Premio Lea Pacini per le scuole superiori, medie ed elementari della città e del comprensorio. Nell’ambito del premio, sarà ricordata Lea Pacini.
2 giugno ore 17 – Duomo: il Corte della Dame si reca in Duomo per assistere ai Vespri e durante la cerimonia sarà benedetto il labaro dell’Ambasceria della Città. Qui, le Dame assisteranno in Piazza Duomo ad uno spettacolo di sbandieratori offerto dal Gruppo Musici e Sbandieratori di Torrita di Siena, con cui è previsto un prossimo gemellaggio. Poi le Dame lascieranno Piazza del Duomo e faranno rientro in sede, dopo di essere passate per Piazza della Repubblica.
E quindi l’evento clou del 3 giugno ore 10 – Piazza del Capitano del Popolo: Uscita del Corteo Storico per la via della città; il Corteo si reca a prendere il “Corporale” in Duomo e lo scorta, in processione, per le vie della città.
ABITI E ARMATURE IN MOSTRA – Una novità di quest’anno è anche l’esposizione dei costumi delle Dame e delle armature del corte presso le sedi pubbliche del Palazzo Comunale, del Teatro Mancinelli, e presso quelle private della Bottega Michelangeli e Boutique Luciana in Corso Cavour, della Libreria dei Sette lungo Via della Costituente e di un’abitazione in Via Loggia dei Mercanti che conserva la bella e preziosa facciata dell’antico tempio di S. Giovanni de platea. Un tentativo di museo diffuso solo per pochi giorni però in quanto il 30 maggio abiti e armature devono rientrare in sede.
MUSEALIZZARE IL CORTEO –  Rilanciata la proposta di musealizzare i costumi del corteo storico. “E’ un progetto che non abbiamo abbandonato – ha spiegato Tafuro – occorrerebbe però l’intervento di qualche privato che ci possa permettere di acquistare le teche per esporre i costumi nelle location storiche della città: musei, palazzo comunale, teatro. Ad oggi, però, non siamo nelle condizioni di poter concretizzare questo sogno”.  Per quanto riguarda invece la sede del corteo, accantonata l’ipotesi del vecchio super cinema, troppo piccolo negli spazi per poter contenere tutti i costumi, è stata riproposta la chiesa di San Francesco. “Siamo in attesa che possa essere finanziato il progetto di restauro e consolidamento dell’antica chiesa – ha spiegato Germani – ma ad oggi la sede della Piave rimane l’unica possibile. Sicuramente, quando avremo le risorse, il nostro corteo sarà il primo a cui troveremo una nuova casa”.

2 giugno 2018

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