“OrAzione per il Corpus Domini”, è giunto il tempo che Orvieto si riappropri del ruolo che le compete

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ORVIETO – Presieduto dal Vescovo di Orvieto – Todi, alla presenza delle autorità civiche e militari, si è svolto sabato 2 giugno nella Cappella del SS. Corporale in Duomo alla Vigilia della solennità, l’incontro “OrAzione per il Corpus Domini” (che è anche il titolo del libro edito da LibroSì) , organizzato dall’associazione culturale Orvieto Città del Corpus Domini. L’evento è stato trasmesso in diretta streaming su Facebook ed è stato distribuito ai convenuti il libretto delle letture realizzato da LibroSì Edizioni, inviato anche al Patriarca di Gerusalemme.

“E’ giunto il tempo che Orvieto riconosca e si riappropri del ruolo che le compete di città dove fu istituita la solennità eucaristica cristiana universale”.  Questo il Messaggio di Orvieto che fu già posto in risalto da Papa Paolo VI, “pellegrino” nella “città sul monte” in occasione dei settecento anni della Bolla Transiturus, nel 1964. Parole evocate e riprese da Sua Eccellenza Monsignor Benedetto Tuzia, Vescovo di Orvieto – Todi, nel saluto portato. Parole ricordate nella presentazione del presidente dell’associazione, Dottoressa Tiziana Tafani evidenziando l’attenzione all’iniziativa del Presidente della C.E.I. Cardinal Bassetti.
Parole ribadite e rilanciate nelle conclusioni finali dal professor Lucio Riccetti, consigliere dell’associazione stessa, lanciando in prospettiva l’obiettivo in campo internazionale con Orvieto Città del Corpus Domini capofila e coordinatrice di un asse culturale Gerusalemme, dove fu istituita l’Eucarestia – Liegi, Ville du Saint-Sacrement – Orvieto: road map da innestare sui contatti già esistenti con Praga e Bolsena, coinvolgendo anche Bagnoregio.
Parole che hanno riecheggiato con armonia e commozione, cullando le corde profonde dei presenti, tantissimi, che hanno affollato la Cappella per godere della meravigliosa poesia dei testi in italiano della Bolla Transiturus di Urbano IV, delle laudi dall’Officio solenne di San Tommaso e del Sermo di San Bonaventura – le tre colonne culturali del Corpus Domini –, con soavità e sapiente sublime dedizione interpretati da un grandissimo Edoardo Siravo (voce di Gérard Depardieu, Christopher Reeve, Michael Keaton, Jeremy Irons, Kevin Costner; apprezzatissimo autore, regista, attore di teatro di lungo corso sin dalla Compagnia degli Associati), dal solenne Andrea Brugnera (Maestro d’Arte, attore, regista, autore, curatore di progetti culturali in campo internazionale e collaboratore nella consulta della cultura diocesana), nella stupenda cornice musicale del Quartetto OrvietArmonico dei Maestri Rita Graziani, flauto; Luigi Capini, viola; Giuseppe Dolci, violoncello. Una piccola realtà questa associazione culturale ma con un fine immenso ed elevatissimo, Fare e Curare la Memoria che deriva dalla responsabilità consapevole di Essere eredi e custodi di un Bene Comune preziosissimo, il Corpus Domini. Non soltanto una festa o una solennità. Bensì una risorsa. Una miniera inesauribile, poiché il dono di cui è ricca è esso stesso eterno in quanto di carattere squisitamente Culturale. Non solo fede. Non solo arte. Ma Cultura.
Un vero e proprio Programma Culturale di Rinascita. Che significa Conoscenza. Che significa Scambio. Che significa unità, condivisione, comunanza, fraternità, accoglienza, inclusione: contro la divisione, l’invidia, la gelosia, l’arroganza degli egoismi solipsisti ed autoreferenziali; negazione ovvero questi del Buon Annuncio di Pace ed Amore. Volontà di Fare Insieme. Aver voluto proporre pubblicamente, prima mondiale assoluta nella storia, la lettura in italiano dei testi latini del Corpus Domini è stato attuare un sogno. Sogno che è una visione di città e di comunità, luogo di incontro di Idee e Pensiero.
RICONOSCERE CON UMILTÀ IL DONO MERAVIGLIOSO DI ESSERE LA CITTÀ DELL’ISTITUZIONE DEL CORPUS DOMINI: LUOGO PRESCELTO, EREDE E CUSTODE DI UNA IMMENSA RICCHEZZA, DI UNA RISORSA CHE NON È SOLTANTO DELLA FEDE CRISTIANA MA CULTURALE, IDENTITARIA, UNIVERSALE. UN REGALO COSÌ MERITA RISPETTO E DEVOZIONE E RICHIEDE UN’ATTENZIONE ESCLUSIVA E PARTICOLARE, UNA GESTIONE OPPORTUNA ED OCULATA, CHE SIA FRUTTO DELL’UNITÀ DI INTENTI E DEI SENTIMENTI DELL’INTERA COMUNITÀ.


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