Trentenne costretta a prostituirsi lungo la strada del sesso della Baschi-Todi: denunciati due macedoni

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BASCHI – E’ ritornata agli onori della cronaca la nota via del sesso quella che collega Orvieto con la vicina Perugia. Così è stata ribattezzata la Statale Baschi-Todi, quella dove, oltre alla splendida vista sull’invaso di Corbara, primeggiano camper e piazzole con donne succinte con sedia e ombrellino.
Tra queste, una giovane albanese di circa trent’anni che ogni giorno veniva “scaricata” lì dai suoi aguzzini per vendere il proprio corpo. Da Perugia, dove vive, raggiungeva la via del sesso a bordo di un’auto guidata da due operai macedoni a cui pagava anche le spese per il trasporto.
E poi attendeva il cliente, poi il prossimo e il prossimo ancora. Fino a che i due non la tornavano a riprendere.
Solo dopo una minuziosa attività investigativa da parte dei carabinieri della stazione di Baschi, è stato possibile accertare che i due operai erano responsabili di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni della donna albanese residente a Perugia, dove dimorano anche i due, denunciati dunque a piede libero e raggiunti dal provvedimento di via obbligatorio con divieto di ritorno.
L’accertamento è avvenuto nell’ambito delle attività di controllo del territorio mirata non solo alla prevenzione dei reati di maggior impatto sociale, ma anche alla repressione delle fenomenologie criminali maggiormente avvertite dalla popolazione. Ulteriori due soggetti entrambi maggiorenni, di cui uno di origine olandese, sono stati invece denunciati a piede libero per guida in stato di ebbrezza alcoolica. Uno dei due, avendo anche provocato un sinistro stradale, è stato ricoverato in ospedale.


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