“Orvieto città da vivere è una sfida da non perdere”, l’Opposizione porta in consiglio il documento del Pd. Ora votatelo
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“Orvieto città da vivere è una sfida da non perdere”, l’Opposizione porta in consiglio il documento del Pd. Ora votatelo

 

ORVIETO – Che siano prove tecniche di alleanza per un nuovo Governo? Potrebbe essere anche questa la lettura alla luce della conferenza stampa di venerdì mattina indetta dai capigruppo consiliari di opposizione Roberta Tardani, Stefano Olimpieri, Roberto Meffi e Andrea Sacripanti a Piazza del Popolo, teatro nell’ultimo periodo di scontri e attriti dopo la decisione, pare irrevocabile, dell’amministrazione di chiuderla al traffico a partire dal prossimo 24 marzo.

Ma al di là di ogni lettura politica, su ogni decisione ciò che conta di più è il benessere della città. Ed è un passo importante quello di Fi, Iet e Gm che nonostante abbiano più volte provato a far ritornare sui suoi passi l’amministrazione in merito alle misure adottate e prossime per il centro storico, non si arrendono.

E in un ultimo significativo scatto di reni provano a convincere Germani con la carta della coerenza facendo proprio il documento “Orvieto città da vivere: una sfida da non perdere” proposto al sindaco dal suo partito, il Pd. Un documento in cui i segretari dell’Unione Comunale Andrea Scopetti e del Circolo Orvieto centro storico Lorenzo Cortoni, in tempi non sospetti gli proponevano “di lavorare sinergicamente, con tutte le forze politiche in campo, per riattivare una vera partecipazione cittadina sui temi che interessano la comunità”.

A partire da Piazza del Popolo. Ed ecco la sfida che, a sua volta, lancia l’Opposizione. “Riproponiamo il documento firmato da Scopetti e Cortoni – ha spiegato Tardani – e lo portiamo in consiglio come mozione. Vediamo ora se verrà approvato. E’ una sfida che lanciamo al Pd, al sindaco e alla sua maggioranza. Chiederemo di votarlo per salvare la città e riaprire le discussioni.

Chiediamo al sindaco di lavorare sinergicamente, con tutte le forze politiche in campo, per riattivare una vera partecipazione cittadina sui temi che interessano la nostra comunità e di sospendere (ripristinare se già attuate) – ha aggiunto Tardani – tutte le azioni intraprese finché non sia definito un progetto organico di sviluppo del centro storico capace di definire le priorità di intervento e gli obiettivi da raggiungere. Questa città ha bisogno di un gesto di generosità da parte dei membri dell’amministrazione a cui diciamo di mettere da parte gli orgogli. Ritornare sui propri passi, a volte, ed è questo il caso, è segno di maturità”.

E’ suonato quasi come un appello accorato quello dell’Opposizione che si è messa a disposizione affinché ogni scelta “venga presa attraverso un processo di condivisione in un’ottica costruttiva per il bene della città”.

“In questi quattro anni – ha tuonato ancora la consigliera Tardani – abbiamo assistito a misure tampone solo per rimediare a decisioni sbagliate. Abbiamo la certezza che anche alcuni membri della maggioranza non le condividono ma nelle sedi opportune non sono in grado di opporsi”.

La mancanza di una programmazione organizzata, di un progetto condiviso, di una partecipazione cittadina. Ecco le accuse che l’Opposizione muove al sindaco e alla sua maggioranza. “E’ nei momenti di crisi che si pensa a progettare – hanno chiosato i consiglieri – invece finora abbiamo assistito solo a spot e divieti. Il problema di questa città è la mancanza di un progetto politico-amministrativo che possa ridare speranza ai cittadini”. Le riflessioni di Fi, Iet e Gm sono complessive e riguardano la gestione del traffico e dei varchi elettronici, il futuro del Palazzo dei Sette e del palazzo del Popolo, la pedonalizzazione di Piazza del Popolo e il destino della città nel suo complesso.

“Le scelte adottate negli ultimi periodi in maniera disorganica – ha aggiunto Sacripantihanno prodotto un impoverimento della città e la percezione di un luogo chiuso e poco incline all’accoglienza dei residenti delle realtà limitrofe. In tutti i modi e in tutte le sedi abbiamo dimostrato disponibilità a parlarne ma il sindaco ci ha risposto sempre con la chiusura”.

Oggi è soprattutto la pedonalizzazione di Piazza del Popolo “simbolo della politica arrogante della Giunta Germani” ad essere diventata elemento di discussione e di divisione perché non inserita in una visione progettuale che risolva il problema della sosta nel centro storico. “In questi anni – è intervenuto Olimpieri – grazie alla buona gestione di chi li ha preceduti, l’amministrazione ha creato un avanzo di circa tre milioni di euro che, anzinché essere reinvestiti nella città, sono stati usati per uscire dal predissesto. In consiglio comunale chiederemo di confrontarci sui prossimi provvedimenti e l’auspicio è che ci sia una presa di coscienza e di responsabilità”.

Dalla sua, l’amministrazione in questi giorni ha cominciato a diffondere locandine sui vantaggi di “Cambiare Passo”:

La mozione della minoranza verrà disussa nel prossimo consiglio comunale fissato per lunedì 26 marzo. “Se procederanno comunque alla chiusura di piazza del Popolo – è il pensiero condiviso dei consiglieri d’Opposizione – significa che della città non gli importa nulla ai nostri amministratori. Ci hanno definito fomentatori accattoni, ma lo sviluppo di una città non può passare per i divieti, bensì dalla condivisione dei progetti. Orvieto città da vivere è una sfida da non perdere”.

 

 

18 Marzo 2018

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UN COMMENTO SU QUESTO POST To ““Orvieto città da vivere è una sfida da non perdere”, l’Opposizione porta in consiglio il documento del Pd. Ora votatelo”

  1. Uno dei più attivi esercenti protestatori,mi vendette a2,5 € una bottiglietta di sprite, parlo di 12 anni fa,ovviamente non mi ha più rivisto.

    Se parliamo di tasse è giusto prendersela con il Comune e il Gnagnarini- pensiero, ma non capisco che c’entra la pedonalizzazione di p.zza del Popolo con la chiusura degli esercizi; qualche anno fa quando le macchine stavano dapertutto i negozi chiudevano uguale,solo che c’erano forestieri che li rilevavano,adesso esaurita l’ondata dei capitali “stranieri” il fenomeno è più visibile tutto qua.

    Avete mai provato a trovare una pizzeria aperta all’ora di pranzo?rare eppure la gente quando esce dal lavoro alle 14.00,deve mangiare con pochi euro; poi sono presenti ancora mini negozi che con 4 articoli non possono pretendere di camparci, ancora Orvieto è una città CARA lo vedo ovunque vado:i prezzi (e i parcheggi) sono più accessibili.
    Diciamola tutta se parliamo seriamente.
    Se invece siamo già in campagna elettorale è la destra che,non essendoci a Orvieto campi rom o centri profughi, arigioca per la centesima volta la rabbia dei commercianti.
    Tutta la mia solidarietà invece agli ambulanti di p.zza del Popolo che per ogni scureggia si trovano esiliati a p.zza Chaen (perchè non alla confaloniera come 30 anni fa? Non lho mai capito.)

    Loro si devono far sentire.

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