Iniziativa civica per Liceo artistico di Orvieto: “Sindaco, si adoperi affinchè gli studenti possano ritornare nella sede storica”

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ORVIETO – “Si adoperi affinchè gli studenti possano ritornare nella sede storica del liceo d’Arte, Palazzo Monaldeschi della Cervara”.  Un invito nero su bianco e inviato direttamente al primo cittadino quello scritto e sottoscritto a più mani da alcuni politici e cittadini come, tra gli altri, Gianni Mencarelli,  Stefano Olimpieri, Carlo Perali, Roberta Tardani, Cristina Calcagni, Raffaella Michelangeli, Valerio Mancini (vice presidente del Consiglio Regionale dell’Umbria), Monica Tommasi dopo che, recentemente, sindaco e assessore al Patrimonio del Comune avevano anticipato la permanenza definitiva del liceo nell’ex palazzina comando della Piave.

Una lettera con cui i firmatari si mettono anche a disposizione offrendo supporto “per tentare ancora la strada di riportare nella sede storica di Palazzo Monaldeschi della Cervara gli studenti e la scuola tutta del nostro eccellente Liceo d’Arte così come era stato promesso dalle precedenti figure politiche ed ecclesiali che la hanno e vi hanno preceduto”.
Nel 2010 – ricostruiscono gli estensori della missiva – fu deciso, per adeguamento di Legge (n.626 sicurezza degli edifici scolastici), il momentaneo allontanamento degli studenti e del Liceo dal Palazzo Monadelschi della Cervara di Via dei Marsciano assegnando, di concerto tra il Comune, la Provincia e la Curia, provvisoriamente la Palazzina Comando all’interno della ex Caserma Piave. A tutti fu assicurato che da subito sarebbero partiti i lavori per fare in modo che lo spostamento in altro immobile avesse una durata non superiore ai due anni”.

“A tal riguardo anche le numerose riunioni partecipate, negli anni, dalla collettività orvietana per il futuro della ex Caserma Piave – aggiungono – avevano visto nell’interezza della superficie immobiliare altri scopi ed altri fini di interesse pubblico che certo non possono e non potranno tenere conto della esclusione di uno degli immobili, la Palazzina Comando appunto, facenti parte del complesso nella sua interezza”. 
Inoltre, fanno notare ancora nella lettera, così come previsto per Palazzo Monaldeschi della Cervara, i lavori per rendere eventualmente la Palazzina Comando in modo permanente adibita a Scuola saranno gli stessi che furono preventivati nel 2010 per la ex sede del Liceo ovvero: abbattimento delle barriere architettoniche ed eventuale inserimento di un ascensore, eventuale palestra per le attività motorie, tenendo presente che proprio per la provvisorietà ed urgenza del momento si dispose di dotare la Palazzina Comando di una area recintata e all’aperto senza però nessuna pavimentazione adeguata; trasferimento ed ubicazione di tutti i laboratori necessari ed indispensabili per la didattica e che ora sono sparsi in altre sedi, ecc..

“Tutto ciò premesso la invitiamo ad operarsi – rivolgono l’appello al sindaco  – e in questo senso siamo disponibili ad offrirle anche, se lo riterrà opportuno, tutto il nostro supporto per tentare ancora la strada di riportare nella sede storica di Palazzo Monaldeschi della Cervara gli studenti e la scuola tutta del nostro eccellente Liceo d’Arte così come era stato promesso dalle precedenti figure politiche ed ecclesiali che la hanno e vi hanno precedutoi. I giovani ci osservano, tentano disperatamente di programmare il loro futuro, emulano i nostri comportamenti, hanno necessità di certezze e di garanzie; hanno necessità di frequentare scuole pulite e a norma”.

La proposta è dunque quella di “verificare la fattibilità di eventuali lavori che la proprietà dovrebbe affrontare per competenza e per straordinaria manutenzione dell’immobile Palazzo Monaldeschi della Cervara in cooperazione con Ente pubblico Comune e Ente pubblico Provincia distribuendo tali costi sul canone di affitto di anni trenta” . “A tal proposito – tengono a sottolineare – il Palazzo fu donato vincolandone l’utilizzo agli scopi formativi, che tale Palazzo ha ospitato per quarant’anni il prestigioso Istituto ieri e oggi Liceo d’Arte Orvietano ed in tal senso ha rappresentato tale alta qualità in un unicum di immagine indissolubile, assorbendo peraltro consistenti risorse pubbliche per il suo storico utilizzo”.

 


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