Specchio di un mondo migliore. I migranti dell’alto orvietano a scuola di artigianato artistico.

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MONTELEONE D’ORVIETO – Apprendere, condividere, realizzare. Tre parole per riassumere un’esperienza di integrazione che passa per la mente, il cuore e le mani di un maestro artigiano e di quattro giovani scampati dalle violenze e dagli orrori delle guerre africane e oggi in cammino per ritrovare la speranza di una vita libera e dignitosa.


La bella storia nasce nel laboratorio di Arti Applicate realizzato grazie all’accoglienza di Luciano Martelloni dell’Unitre di Fabro. In quello spazio Daniele Martinuzzi, artigiano e operatore della cooperativa sociale “Il Quadrifoglio”, si adopera per insegnare a tutti la lavorazione artigianale dei metalli. In quel laboratorio entrano, mesi fa, alcuni ragazzi africani ospiti nella struttura della “Quadrifoglio” destinata ai richiedenti protezione internazionale a Monteleone d’Orvieto. Daniele e i ragazzi si incontrano e iniziano insieme un percorso di formazione che è anche culturale e umano. Un poco alla volta, si scoprono e si rafforzano capacità ma anche fiducia e amicizia.
Alle fine dell’esperienza i giovani migranti realizzano alcuni manufatti che diventano l’emblema di un mondo possibile, segnato dal reciproco riconoscimento, dalla condivisione di abilità e dal piacere di fabbricare cose belle con le proprie mani.

A testimonianza di questa esperienza è stata organizzata, venerdì 21 dicembre 2017, una cena presso il circolo culturale Endas “Il Vecchio Frantoio” di Monteleone d’Orvieto cui hanno partecipato, oltre ai giovani migranti ospiti delle strutture di Monteleone d’Orvieto e Monterubiaglio, il Sindaco di Monteleone Angelo La Rocca e l’Assessore alle politiche sociali Elisabetta Guidantoni, l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Fabro Alessia Baldini, la vicesindaco di Parrano Patrizia Patrizi, il presidente dell’Unitre Luciano Martelloni, il presidente e la vicepresidente della Coop. Sociale “Il Quadrifoglio” Andrea Massino e Fabiola Mocetti e alcuni operatori della stessa cooperativa.

A volere fortemente l’inedito convivio la passione civile e la sensibilità di Laura Crescenzi, oggi animatrice del circolo culturale “Il Vecchio Frantoio” ma fino a qualche anno fa impegnata nell’accoglienza dei rifugiati politici in Italia. Nel corso della serata sono stati presentati i lavori dei ragazzi, una serie di specchi in rame sbalzato che restituiscono oltre all’immagine rovesciata e, insieme, la speranza di un diverso mondo più umano. Il laboratorio è aperto a tutti e dal 15 gennaio si svolgerà ogni lunedì e venerdì dalle 17 alle 19.

Per informazioni Daniele 3405232542

 


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