Sanità, Zeno (Pci) a sindaco e Regione: “Gli orvietani respingono in toto il vostro operato”

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di Ciro Zeno Segreteria PCI Umbria

“Apprendiamo solo ora attraverso mezzo stampa, che si è tenuta il giorno 27 in regione una riunione sulla sanità Orvietana alla presenza del sindaco,assessore regionale e direttore generale della asl 2 più altri soggetti locali a seguito del primo cittadino orvietano non capiamo bene sulla scorta di quale plurale metodo selettivo.
Non invitandoci al tavolo ci sembra chiaro che la nostra azione disturba e esce fuori dalle grazie della politica locale e regionale,pur sapendo bene tutti che la battaglia sulla sanità è in questo momento purtroppo quasi esclusiva del PCI, ci fa sorgere il dubbio che le nostre convinte idee di azione, stando a quel tavolo, avrebbero disturbato la solita “conviviale” riunione dalla quale nulla emerge e nulla si determina.
Abbiamo ragione di credere che stando li avremmo potuto indispettire il “manovratore” cioè la regione e anche lo stesso sindaco che fa parte della stessa formazione politica. Le nostre richieste ormai note vertono su Nuove tecnologie per l’ospedale che oltre a curare siano attrattive per professionisti medici che poi ad Orvieto in virtù di queste intendano rimanerci e non invece fuggire alla prima occasione, più medici,più infermieri, più oss, abbattimento delle liste d’attesa, apertura di un ulteriore CUP Regionale dell’area ternana, potenziamento di terapia intensiva con ulteriori 2 posti letto, apertura dell’ Utic con POLIGRAFO in cardiologia , apertura della stroke unit in medicina d’urgenza per rispondere subito alle patologie tempodipenti quali ictus e infarti data l’enorme distanza di Orvieto dagli altri ospedali , copertura dei primariati in pronto soccorso, oculistica, ginecologia, una nuova TAC, più medici in pronto soccorso, una SOPI funzionante, apertura di tutte le sale operatoria, la pubblicazione della percentuale della mobilità passiva del territorio cioè di quanti orvietani vanno fuori territorio a curarsi.
Idee troppo chiare le nostre e poco trattabili, che avrebbero sicuramente messo in difficoltà il tavolo e dato troppo prestigio al nostro lavoro fatto finora. Per troppo tempo gli orvietani sono stati trattati come cittadini di serie B e solo il nostro “carattere e la nostra convinzione” possono cambiare le sorti del nostro territorio e noi crediamo di averne a sufficienza. Nella prima decade di ottobre,pur non avendo rappresentanza in regione, siamo riusciti a far mettere all’ordine del giorno del consiglio regionale una interrogazione con la quale si interroga l’assessore regionale sulla sanità Orvietana, sul futuro di questa e sulle azioni messe in campo per rilanciarla.
Erano anni che non accadeva piu. NOI Saremo li ci auguriamo assieme a tanti orvietani per fare in modo che le nostre richieste vengano accolte e risolte non in maniera temporanea ma organica cioè per sempre. Orvieto e la sanità orvietana tutta, incluso il distretto e la salute di territorio, per la quale manca tantissimo personale per coprire prestazioni non ospedaliere, debbono essere al centro del piano regionale sanitario una volta per tutte dato che per moltissimo tempo siamo stati territorio di nessuno. Concludiamo che se si vogliono risolvere i problemi caro sindaco, inutile escludere chi ha idee molto chiare per la sanità, non fa l’interesse della sua comunità. Nel frattempo per non smentire ciò che denunciamo da tempo, al CUP di Orvieto per una colonscopia bisogna attendere il giugno 2019. Sindaco, Regione, gli orvietani respingono in toto il vostro operato”.


Una risposta a Sanità, Zeno (Pci) a sindaco e Regione: “Gli orvietani respingono in toto il vostro operato”

  1. “e soprattutto non troppo zeno”diceva mio nonno in una delle sue frasi storiche,in realta bastava informarsi per sapere che il 27 in regione si è tenuta si, una riunione,ma voluta da membri della commissione sanità. per porre delle domande ai diretti interessati:assessore alla sanità,Direttore generale,Sindaco di Orvieto.Di questo chi segue attentamente i problemi della sanità come il T.D.M era a conoscenza,come erano a conoscenza membri del consiglio comunale, attenti anche loro. Ma ben vengano altri soggetti nella discussione e credo che presto nella sede istituzionale che è la sala del consiglio comunale, si terrà un pubblico dibattito per chiarire meglio l’andamento della riorganizzazione sanitaria che dovrebbe riguardare anche il territorio.

    barone
    29 settembre 2017 a 15:27

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