Chiusura ospedale Città della Pieve, atteso il pronunciamento del Tar

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Il sindaco di Montegabbione Fabio Roncella rende noto che domani – martedì 20 giugno – è atteso il pronunciamento del Tar in merito alla richiesta di sospensione cautelare della delibera del diretore generale della Asl 1 con cui si disponeva la chiusura di tutte le attività a carattere esclusivamente ospedaliero svolte presso il Presidio di Città della Pieve.

La nota del sindaco:

Domani, martedì 20 giugno, il TAR dell’Umbria decide sulla richiesta di sospensione cautelare della delibera del Direttore Generale ASL1 n°227 del 22-02-2017 che disponeva, a partire dal 1° marzo 2017, la chiusura di tutte le attività a carattere esclusivamente ospedaliero svolte presso il Presidio di Città della Pieve.
Il ricorso contro la delibera, e contro ogni altro atto presupposto, connesso o conseguente, è avanzato dal Comune di Montegabbione, rappresentato e difeso dall’Avv. Stefano Mingarelli.
Il neonato, inconsistente, “Punto di Prima Assistenza” (PPA) non può in alcun modo sostituirsi al preesistente Pronto Soccorso, in quanto abilitato al trattamento delle sole casistiche di minore (o nessuna) gravità.
Un ampio territorio, storicamente “di confine”, a cavallo tra due regioni e tre province, per il quale non a caso si è parlato per anni di un nuovo ospedale unico, vede tale progetto definitivamente abbandonato, e contestualmente si ritrova chiusa la struttura ospedaliera che aveva. Gli interessi coinvolti, ovvero il diritto alla vita ed alla salute, sono inviolabili e irrinunciabili; esigenze di tipo burocratico-organizzativo non potranno mai essere anteposte alla tutela di un diritto di rango primario costituzionalmente garantito. Lo spiega bene una sentenza della Corte Costituzionale: “Non v’è dubbio che, se [le] esigenze [di natura finanziaria], nel bilanciamento dei valori costituzionali operato dal legislatore, avessero un peso assolutamente preponderante, tale da comprimere il nucleo essenziale del diritto alla salute connesso all’inviolabile dignità della persona umana, ci si troverebbe di fronte a un esercizio macroscopicamente irragionevole della discrezionalità legislativa”. Nella assemblea riunitasi a Città della Pieve il 12 giugno scorso, i cittadini del “Comitato per il Diritto alla Salute – Art. 32” hanno deciso di supportare il ricorso. In caso di accoglimento della richiesta, la cointeressata Regione Umbria dovrà nominare un Commissario preposto al ripristino dei servizi preesistenti.


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