Umiliazioni fisiche e verbali, rinviata a giudizio maestra orvietana

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ORVIETO – Bambini di appena quattro anni sottoposti a umiliazioni fisiche e verbali, a processo la maestra 48enne orvietana indagata per aver maltrattato i bambini di un asilo del comprensorio. Il gup nell’udienza di ieri presso il tribunale di Terni, ha difatti rinviato a giudizio la donna accogliendo la richiesta formulata dal pubblico ministero Elisabetta Massini.
La maestra è accusata di aver percosso i bambini – come si legge nella richiesta di rinvio a giudizio – “con schiaffi o colpi in testa dati con oggetti, strattonandoli violentemente, urlando o minacciandoli di percosse, umiliandoli davanti ai compagni sia con frasi derisorie e con gesti quali strappare i disegni, accartocciare i fogli e buttarli a terra” con l’aggravante di avere approfittato dell’età delle vittime e di aver commesso il fatto con abuso di autorità e sempre in presenza di minori.
Ora la donna dovrà presentarsi di fronte al giudice nella prossima udienza fissata al 20 novembre. Inoltre, il gup ha accolto la richiesta, avanzata dagli stessi legali, di citazione del ministero dell’Istruzione come responsabile civile accettando anche la richiesta dello stesso ministero quale parte civile in processo. «Da rilevare – sottolinea l’avvocato Maria Bruna Pesci, legale di una delle famiglie che hanno sporto denuncia – il comportamento contraddittorio del Ministero che, da una parte, ha richiesto di essere estromesso dal procedimento non ritenendo che ci sia un nesso causale tra il rapporto di dipendenza della maestra con le azioni poste in essere (eccezione rigettata dal giudice, ndr). Dall’altra parte si è poi costituito parte civile stigmatizzando la condotta dell’imputata».
Il caso è venuto alla luce ad aprile dello scorso anno dopo le denunce di alcuni genitori al commissariato di Orvieto. Ad incastrare la donna sono state le immagini delle telecamere della polizia che hanno ripreso l’insegnante durante “comportamenti oltre modo aggressivi e lesivi della personalità dei minori”, mentre “dà schiaffi in viso, tira i capelli, dà pacche sul sedere o sulla testa, strattona gli alunni e li riporta tirandoli dalle braccia al loro posto”.
«Oggi ti appiccico al muro! Ti metto in castigo tutto il giorno! Oggi tu da qui non ti muovi, rimani fermo fino a quando lo dico io!» Sono solo alcune delle frasi ingiuriose e cattive pronunciate ai bambini e immortalate dalle telecamere. Maltrattamenti sia verbali che fisici. Si sono registrati anche episodi in cui la donna con una cartellina di cartone picchiettava la testa di uno dei piccoli alunni. E poi ancora. Punizioni gratuite, schiaffi, buffetti in testa e rimproveri senza motivo che, per bambini così piccoli, significava stare diverse ore a piangere e lamentarsi. (Sa.Simo)


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