ORVIETO E’ la strada più antica della città e anche la più transitata perché, con il nuovo piano di viabilità, sarà l’unica via d’uscita da Orvieto sul lato ovest della Rupe. E’ via della Cava lungo la quale si trova il complesso archeologico ipogeo del Pozzo della Cava gestito da Marco Sciarra che, alla lettura delle novità che da qui a breve verranno messe in pratica dall’amministrazione, non c’ha pensato su due volte a scrivere al sindaco per chiedere la “totale esenzione dal versamento di qualsivoglia tributo locale come parziale e del tutto inadeguato risarcimento per il totale stato di abbandono e di infierimento riservato al nostro bene culturale”.
Segue la lettera di Sciarra:
Egregio Signor Sindaco,
io sottoscritto Marco Sciarra, titolare della ditta “Casa Sciarra di Marco Sciarra” con sede in Orvieto, Via della Cava 26, che gestisce il complesso archeologico ipogeo del Pozzo della Cava, in Orvieto, Via della Cava 28 ..
CONSIDERATO CHE:
– da alcuni anni, con la chiusura al traffico di Via Garibaldi e l’inversione del senso di marcia di Via Loggia de’ Mercanti e Piazza Ranieri, le auto in uscita da Orvieto attraverso Porta Romana sono state dirottate su Via della Cava, sia che escano per Piazza della Repubblica, sia che (non senza manovre spesso discutibili e pericolose) scelgano di scendere per Via Ranieri;
– da alcuni mesi, con l’inversione del senso di marcia tra Piazza Ascanio Vitozzi e Piazza del Popolo, l’intero flusso di automezzi transitante per Piazza della Repubblica è stato convogliato verso Via della Cava e Via Malabranca;
– come si apprende dalla recente conferenza stampa, è intenzione della sua amministrazione di trasformare in una zona a traffico limitato anche Via Malabranca e le aree circostanti, finendo inevitabilmente per lasciare Via della Cava come unica possibilità per uscire da Orvieto sul lato ovest della città, precludendo, tra l’altro, la possibilità di realizzare qualsivoglia evento o iniziativa in quella zona;
VISTI:
– la pendenza e la conformazione di Via della Cava, che la rendono uno dei tratti stradali più pericolosi del territorio, del tutto inadatto a sopportare un elevato traffico veicolare;
– lo stato del manto stradale, che si presenta fortemente avvallato e sempre più disconnesso;
– la assoluta mancanza di stuccatura bituminosa tra i sampietrini, con conseguenti gravi ripercussioni sia per la pericolosità della strada che per la stabilità dei sotterranei e delle fondamenta degli edifici, gravemente compromessi dalle infiltrazioni;
– i livelli di traffico veicolare ed inquinamento atmosferico ed acustico, registrati dall’ARPA già prima degli ultimi interventi peggiorativi;
RICHIEDO
la totale esenzione dal versamento di qualsivoglia tributo locale per quanto concerne il monumento nazionale summenzionato, il complesso archeologico che ne costituisce il percorso di visita e le attività annesse, da intendersi quale parziale e del tutto inadeguato risarcimento per il totale stato di abbandono e di infierimento riservato al nostro bene culturale che, meritatamente o immeritatamente, è uno dei luoghi più visitati dell’intero territorio, senza che questo comporti nessun esborso da parte delle casse pubbliche. Deluso dal fatto che l’ampia considerazione da parte della sua amministrazione per altre zone del centro storico e dei quartieri dello scalo comporti un progressivo, ripetuto e repentino abbandono della via più antica di Orvieto, nel vero cuore del quartiere medievale, mi avvalgo della facoltà di considerare valido il silenzio-assenso nel caso di mancata risposta entro il termine perentorio dei 30 giorni dalla ricezione della presente a mezzo PEC. Va da sé che preferirei che, ben prima della scadenza del prossimo tributo locale e dei suddetti 30 giorni, che si avesse finalmente il coraggio per pensare ad un vero sistema di mobilità rispettoso degli abitanti di tutta Orvieto e che, in fase progettuale, si tenesse conto dei flussi EFFETTIVI di residenti e turisti, evitando le solite e ricorrenti misure parziali, irrispettose e sempre provvisorie a cui siamo stati abituati negli ultimi tempi, nostro malgradoFiducioso in un positivo riscontro alla mia istanza di esenzione (alla chimera del piano generale del traffico oramai non credo più da tempo), voglia gradire i migliori saluti ed auguri di buon lavoro, da estendere alla sua Giunta.