Da oggi c’è blabel di Vetrya, la sfida europea ai colossi del digitale. Per noi orvietani molto di più
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Da oggi c’è blabel di Vetrya, la sfida europea ai colossi del digitale. Per noi orvietani molto di più

tomassinidi Dante Freddi

Parte da Orvieto la sfida europea ai giganti del digitale. Da oggi c’è blabel di Vetrya, il passaparola mondiale, un servizio realtime di messaggi multimediali, meglio di Whatsapp, più facile, più bello, più ammiccante, con un futuro in costruzione che ne amplierà le funzioni e le performances . blabel sembra un termine onomatopeico, evoca il blabla, il chiacchierare, anche nella pronuncia inglese, ma sappiamo che nella mente dei suoi ideatori sarà molto di più.
Blabel è stato salutato con un applauso di ottimismo dai presenti, coinvolti nello spirito pionieristico di Vetrya, azienda italiana zeppa di premi all’innovazione, nonostante abbia soltanto cinque anni.
Vetrya non è un a start up, ha ormai 60 dipendenti che lavorano in un campus nuovo di zecca, premiato per essere il terzo dei migliori posti al mondo dove lavorare, con un fatturato di quaranta milioni di euro. Qui le assenze sono dell’0,01 %, niente insomma. C’è l’ambiente per accogliere i bambini dei lavoratori e togliere un pensiero a padri e madri, la palestra, la sala musica con pianoforte, la cucina per personalizzare l’alimentazione. C’è “la casa”, come ha ricordato il direttore generale Katia Segafrena, cofondatrice di Vetrya con Luca Tomassini, presidente e AD.
Bella giornata sabato pomeriggio, goduta con lo spirito leggero che dà tonicità alla mente e alimenta la fiducia. La filosofia imprenditoriale di Tomassini è stata sintetizzata da Massimo Russo, direttore di Wired, come “spitito vitale”, “il mio tempo è ora e me la gioco”. L’atteggiamento di un “uomo vivo”, non di un “ottimista”.
blabelBlabel per noi orvietani non è soltanto un prodotto dell’intelligenza degli uomini di Vetria, un’applicazione a cui auguriamo successo planetario, ma è anche la soddisfazione di poter dire “c’ero anch’io”, io “sono di lì”, “li conosco”.
Orvieto e l’Orvietano sono al centro dell’Italia, come segnala Tomassini con una stele nel giardino della sua azienda. Verità geografica e affermazione combattiva di un ruolo da conquistare.

17 marzo 2015

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