A pochi giorni dall’anniversario della strage ferroviaria di Viareggio (29 giugno 2009 – 29 giugno 2026) e dalla conferenza stampa tenuta a Orvieto con la quale abbiamo salutato i rappresentanti di “Assemblea 29 giugno” e dell’Associazione “Il Mondo che Vorrei” (visibile al seguente link https://www.youtube.com/watch?v=WaaU-NSmPv4&t=1493s), si assiste, a livello nazionale, ad articoli su “giornaloni” e media main stream, a commenti prezzolati in qualche gruppo social web di “eminenti” figure della finanza e dell’economia, parlamentari, amministratori delegati e presidenti di società, servizievoli giornalai e politicanti a libro-paga.
Si mostrano agitati perché ‘toccati’ nel vivo: l’ex cavalier Moretti, un loro capo, è incappato nelle maglie della ‘giustizia’. Tra questi soggetti della peggior specie, c’è persino chi ha avanzato già l’ipotesi della grazia.
La lotta epocale dei familiari delle 32 Vittime, che abbiamo sostenuto dalla prima ora con lo slogan “Poteva succedere ovunque. Orvieto non dimentica Viareggio”, dopo 17 anni di attesa, 7 gradi di giudizio (1° Grado a Lucca, 3 Appelli a Firenze, 3 Cassazioni a Roma), 28 giudici con relative sentenze, 220 udienze sempre presenziate da familiari, ferrovieri, cittadini e cittadine, si è conclusa con la decisione di condanna per i 12 imputati.
Per l’ex Ad di Ferrovie dello Stato e Rfi, Mauro Moretti, che ebbe a dichiarare che Viareggio era stato uno “spiacevolissimo episodio”, è stata confermata la pena a 5 anni di reclusione come pure all’ing. Michele Mario Elia. Le sentenze hanno dato corso con l’esecuzione della carcerazione.
Moretti & company sono stati giudicati e condannati, pur se a pene lievi, per le gravi e pesanti responsabilità, per aver praticato e sviluppato una politica di abbandono sulla sicurezza, soprattutto nel trasporto treni merci e pendolari, per aver risparmiato scelleratamente, in questi comparti, oltre ad aver favorito omissioni, violazioni e inadempienze sulla sicurezza.
Il dottor “spiacevolissimo episodio” in carcere, per alcuni giorni, che “scandalo”!
Così, funziona per i poteri forti che, raramente inciampano. Subito dopo la sentenza definitiva e poco prima di costituirsi nel carcere di Orvieto, tra le varie dichiarazioni rilasciate alla stampa, anche: “Come sto? Ho raggiunto questo momento in perfetta forma fisica e psichica e ora sono pronto”, ripresa dai media nazionali.
A differenza: le 32 Vittime MAI torneranno a casa, i feriti gravissimi MAI diventeranno ex ustionati, i familiari delle Vittime MAI finiranno di scontare la loro pena. Il loro dolore MAI andrà in prescrizione!
Siamo al loro fianco, condividendo gli obiettivi di giustizia sociale e di prevenzione dei rischi nei luoghi di lavoro, nei territori e in ferrovia.
ASSEMBLEA “29 GIUGNO” – VIAREGGIO
ASS.NE “IL MONDO CHE VORREI” onlus – VIAREGGIO
COBAS UMBRIA
COBAS COMMERCIO E TURISMO
FLAICA CUB – UMBRIA
ARTICOLO 21 – PRESIDIO ORVIETANO









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