Dobbiamo ammetterlo: c’eravamo quasi cascati. Sì, per un attimo avevamo pensato che Proposta Civica e il suo stuolo di pensatori avessero partorito un qualcosa che potesse finalmente dare un senso al nome della lista. Per rivitalizzare il centro storico l’idea è che “il nuovo Piano parcheggi dovrebbe assicurare almeno un posto auto per nucleo residente”. Non siamo manager, ma facciamo due conti.
Nel centro storico ci sono circa 2.400 nuclei familiari. I posti auto sulla Rupe, compresi quelli dei parcheggi insilati di Via Roma e Foro Boario e al netto di quelli per portatori di handicap, carico e scarico e bus, sono poco più di 2.500. Ciò significa che con questa operazione manageriale di colpo il centro storico diventerebbe un grande garage a cielo aperto completamente “blindato”.
Improvvisamente non ci sarebbe un parcheggio né per le centinaia di migliaia di turisti, né soprattutto per gli altri 15.000 orvietani che non risiedono nel centro storico né tantomeno per coloro che lavorano negli uffici e nelle attività della Rupe. Insomma, un bellissimo fortino medievale felicemente isolato e quasi inaccessibile. Alla faccia della rivitalizzazione. C’è dell’altro. Dai parcheggi a pagamento del centro storico il Comune incassa circa 2 milioni di euro che con questa proposta verrebbero subito a mancare. Soldi che servono a finanziare servizi per i cittadini. E qui la Proposta quale sarebbe? Tagliare i servizi alle famiglie o tassarle facendogli pagare il posto auto un migliaio di euro all’anno?
Continuiamo a leggere: “Zero Imu per nuovi residenti nel centro storico”. E Ciconia, Morrano, Canale, etc appartengono forse a un’altra città? “Zero Tari per i primi anni per le nuove attività”. Non hanno nemmeno letto il regolamento comunale che già prevede 24 mesi di esenzione della Tari per le nuove attività commerciali, artigianali e professionali su tutto il territorio comunale.
“Istituire un Distretto del Commercio”. Peccato che ci sia già un protocollo firmato con Confcommercio che va in questa direzione come è in via di definizione il Patto per lo sviluppo sostenibile che con il contributo di associazioni di categoria e istituti di credito individua misure e azioni concrete per incentivare residenza e attività economiche. Insomma, all’inizio c’eravamo cascati poi leggendo abbiamo capito. Era solo un bel pesce d’aprile.
Gruppi consiliari di maggioranza
Civitas, Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia









