I pendolari non sono più disposti a tollerare quanto accaduto sabato 11 aprile. Già era accaduta una cosa altrettanto grave il 01/12/2025. Non è la prima volta che, quella che doveva essere una gestione straordinaria di una manutenzione programmata, si è trasformata nell’ennesima dimostrazione di inefficienza, disorganizzazione e totale mancanza di rispetto verso i cittadini, fino al punto di mettere a rischio la loro sicurezza e incolumità fisica e psicologica.
A fronte di una comunicazione iniziale che parlava di alcune soppressioni e servizi sostitutivi, causa le solite manutenzioni, la realtà è stata ben diversa: un blocco di fatto totale del servizio pubblico ferroviario, senza soluzioni concrete e senza un minimo di coordinamento. Presso la stazione di Roma Termini, persone sono rimaste abbandonate per ore, alcune fin dalla tarda mattinata, senza informazioni chiare né assistenza. L’unica alternativa per molti è stata un autobus previsto alle 23:00, partito in ritardo e gestito in modo approssimativo, oltre a non aver garantito il servizio a tutti gli utenti bisognosi. La situazione è degenerata ulteriormente a Roma Tiburtina, dove si sono verificati momenti di tensione tra passeggeri esasperati e personale che non ha saputo o non è stato messo in condizione di gestire professionalmente la situazione di caos che ovviamente si è creata.
Pendolari diretti a Orte si sono visti negare il diritto di rientrare a casa, invitati addirittura a scendere dai mezzi sostitutivi perché la loro destinazione “non era prevista”. Solo dopo proteste e l’intervento delle forze dell’ordine (addirittura chiamati dai conducenti degli autobus, quindi oltre il danno anche la beffa), e dopo oltre un’ora di attesa, è stata concessa una soluzione improvvisata.
Ancora più grave è quanto riferito da diversi utenti: l’invito, presso i punti informativi, ad acquistare un nuovo biglietto per poter salire sugli autobus, nonostante il possesso di un abbonamento regolare. Un comportamento inaccettabile, che rasenta l’abuso e dimostra una gestione completamente fuori controllo. Lavoratori – tra cui personale sanitario in servizio anche nei weekend – sono stati costretti a rientrare a casa a notte fonda, anche oltre l’1:40, dopo ore di attesa, stress e totale assenza di supporto. Tante altre persone si sono organizzate con Taxi dividendo le spese, tanti sono stati costretti a pernottare a Roma.
Questa non è un’emergenza: è un sistema che non funziona
I pendolari denunciano con forza:
- l’assenza totale di organizzazione nei servizi sostitutivi;
- la mancanza di comunicazioni veritiere e tempestive;
- il trattamento irrispettoso e in alcuni casi inaccettabile verso utenti paganti;
- l’incapacità di gestire situazioni prevedibili senza scaricare il disagio sui cittadini;
- la totale assenza di precauzioni minime atte a preservare la salute dei pendolari, nessuna forma di ristoro nelle lunghe ore di attesa, né alimentare, né tantomeno sanitaria;
Siamo stanchi. Stanchi di pagare abbonamenti per un servizio che non viene garantito. Stanchi di essere lasciati soli. Stanchi di essere trattati come utenti di serie B.
Si chiede con urgenza:
- spiegazioni pubbliche e trasparenti su quanto accaduto, e non semplicemente elenco delle motivazioni che hanno causato il disservizio, ma soprattutto perché non sono state poste in essere tutte le attività atte a prevenire tutto il disagio creato (un numero di Bus minimo per il servizio pubblico e assistenza straordinaria);
- l’assunzione di responsabilità da parte dei vertici competenti, e attuazione di quanto previsto a livello disciplinare rispetto a tutti i responsabili;
- un piano serio e credibile per garantire servizi sostitutivi dignitosi in caso di emergenza. Se non arriveranno risposte concrete, i pendolari sono pronti a far sentire la propria voce con ogni mezzo legittimo, e ci aspettiamo, le stesse pretese da parte delle Regioni (che si stanno dimostrando attente alle problematiche dei pendolari) VsTrenitalia. Il diritto alla mobilità non è un favore. È un servizio che deve essere garantito.
Comitato Spontaneo “Vita da Pendolari in Umbria”









