
Di PrometeOrvieto
I molti articoli usciti sulla stampa nazionale che parlano della possibile vendita della Banca del Mezzogiorno ex Popolare di Bari da parte del Mediocredito Centrale dànno conferma di quanto era già sufficientemente chiaro, cioè che la Cassa di Risparmio di Orvieto non sarà acquisita dalla Banca del Fucino.
Noi di PrometeOrvieto, in tempi non sospetti, lo avevamo già scritto chiedendo contestualmente delucidazioni che, come al solito quando si tratta di istituti finanziari, non arrivano mai. Interessante è analizzare la motivazione ufficiale dichiarata, ossia che la Banca Centrale Europea non ha ancora dato l’autorizzazione.
Poiché è poco credibile che in due anni la Banca Centrale Europea non abbia potuto esaminare questa pratica, in cui è coinvolto un asset pubblico importante come Invitalia (per il tramite di Medio Credito Centrale), rimangono da capire quali siano le vere motivazioni.
Oggi ci domandiamo quale fine farà il nostro Istituto di credito locale: a) sarà ancora venduto a parte? b) Se sì, a chi? C) Oppure sarà venduto insieme alla Banca del Mezzogiorno, la cui proprietà è per circa il 97% di Medio Credito Centrale (cioè Invitalia), quest’ultimo proprietario per l’85% anche di CRO?
Noi pensiamo che, poiché il sistema finanziario a supporto delle imprese e dello sviluppo economico sia molto importante per i territori, la Regione dovrebbe farsi parte attiva per capire cosa succeda e se non sia possibile concepire una soluzione che agevoli comunque lo sviluppo economico locale.
Da ultimo, vorremmo capire se tutte queste manovre in corso, più o meno reali, abbiano una minima probabilità di portare benefici anche ai numerosi soci, molti dei quali a loro insaputa, che oggi sono incastrati nel modello di risanamento della ex BPB studiato apposta per evitare la liquidazione coatta amministrativa (certamente più costosa) e che vedono la loro situazione non presa in considerazione da nessuno e non considerata in nessun modo dalle banche interessate alla questione. Ricordiamo che vari soggetti in campo hanno perso complessivamente circa 150 milioni di euro. Siamo certi che tutto questo possa essere chiamato libero mercato e trasparenza?








