Sabato 11 aprile alle ore 17, ad Orvieto, presso il Museo Etrusco “Claudio Faina”, verrà presentato il volume Poesia che tace. Letture e congetture sulla pittura etrusca (Volumnia editrice), l’opera più recente di Francesco Roncalli, uno dei maggiori etruscologi italiani. Il titolo dell’opera trae ispirazione da un aforisma del poeta greco Simonide di Ceo: «la pittura è poesia che tace…, la poesia pittura che parla». Il libro invita il lettore a un viaggio affascinante tra i resti della produzione pittorica dell’antica Etruria: le sue realizzazioni, i suoi colori, i suoi simboli e quindi a comprenderne i messaggi più profondi.
L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali di Andrea Solini Colalè (Presidente della Fondazione per il Museo “Claudio Faina”) e di Roberta Tardani (Sindaco di Orvieto); proseguirà con un’analisi del libro da parte degli etruscologi Gianluca Tagliamonte (Università del Salento) e Giuseppe M. Della Fina (Fondazione per il Museo “Claudio Faina”) insieme all’autore. L’appuntamento è un’occasione imperdibile per gli appassionati di storia e archeologia.
Profilo dell’autore del libro – Francesco Roncalli è un autorevole etruscologo e archeologo, oggi professore emerito. Dopo essersi formato con grandi maestri della disciplina, quali Giovanni Becatti e Massimo Pallottino, ha ricoperto l’incarico di direttore del Museo Gregoriano Etrusco in Vaticano e ha insegnato Etruscologia e Antichità italiche nelle Università di Salerno, Perugia e Napoli. A partire dalla tesi di laurea (Le lastre dipinte da Cerveteri, pubblicata nel 1965 da Sansoni), la sua attività di ricerca si è concentrata sull’arte etrusca, spaziando dalla pittura ai bronzi (famoso il suo studio Il Marte di Todi. Bronzistica etrusca e ispirazione classica, Città del Vaticano 1973). Tra i suoi interessi sono anche le indagini sulla scrittura antica. Tra i contributi più significativi spicca il coordinamento di grandi progetti espositivi, come la mostra Scrivere Etrusco e la serie di esposizioni Gens Antiquissima Italiae, dedicata ai reperti umbri ed etruschi dispersi nelle collezioni di tutto il mondo. Ad Orvieto ha diretto gli scavi nell’area sacra di Cannicella.









