“Quella dei collegamenti ferroviari tra Umbria e Roma non è più una questione di disservizi: siamo di fronte a un vero e proprio collasso del sistema, che sta isolando un’intera regione dal resto del Paese”. È quanto dichiara Emma Pavanelli, deputata del Movimento 5 Stelle, annunciando il deposito dell’ennesima interrogazione parlamentare.
“Ogni giorno migliaia di pendolari umbri sono ostaggio di ritardi e deviazioni sulla linea lenta. Spesso i convogli regionali restano fermi a Roma Tiburtina o a Orte mentre altri passano: una situazione inaccettabile in un Paese moderno. Nel frattempo – prosegue – aumentano i prezzi di biglietti e abbonamenti, ma il servizio continua a peggiorare. È un doppio danno per cittadini e imprese”.
Nel mirino anche le scelte regolatorie: “Il via libera dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato all’assegnazione di nuove tracce a operatori come SNCF rischia di saturare ulteriormente la rete. Il risultato? Meno spazio per i treni dei pendolari. Le nuove capacità – sottolinea – dovrebbero essere essere sottratte all’alta velocità, non al trasporto pubblico regionale.
Altrimenti si colpirebbero i cittadini che ogni giorno tengono in piedi il sistema economico. Serve un intervento immediato: più treni, più collegamenti veloci da e per l’Umbria e una revisione delle priorità sulla rete. Dal trasporto ferroviario dipende il futuro economico e sociale del Centro Italia. Su questo non sono più accettabili ritardi o scaricabarile. Dispiace constatare ancora una volta che il centrodestra, una volta finito il tempo della propaganda, si sia dimenticato della nostra regione” conclude Pavanelli.








