
Il fronte del “no” all’industrializzazione energetica dell’altopiano dell’Alfina si amplia e si organizza. Lo scorso 3 aprile 2026, è stato ufficialmente registrato il “Comitato Buonrespiro e Dintorni”, un’organizzazione senza scopo di lucro nata con la missione specifica di salvaguardare l’ambiente e tutelare la qualità della vita dei residenti. La prima battaglia del neo-costituito Comitato riguarda un progetto di impatto massiccio pubblicato sul sito della Regione Umbria (codice 11-93-2025). Si tratta di un impianto agrivoltaico della potenza di oltre 34,6 MW, che si estenderebbe su un totale di 52 ettari.
Il progetto prevede la divisione in due lotti situati tra la località di Buonrespiro e il Poggio di Biagio, completati da un sistema di cabine di trasformazione e cavidotti destinati a raggiungere la stazione elettrica prevista a Torraccia di Castel Giorgio. Secondo i rappresentanti del Comitato, il sito individuato è del tutto incompatibile con una struttura di tali dimensioni per diverse ragioni:
- Vicinanza ai centri abitati: L’impianto sorgerebbe a ridosso di piccole borgate popolate in modo permanente.
- Impatto sulla SR 71 ter: L’area è adiacente a un’arteria stradale ad alta intensità di traffico.
- Svalutazione e salute: I residenti temono ripercussioni sulla salute e sulla vivibilità, oltre a una pesante svalutazione del patrimonio immobiliare e un danno alle attività ricettive della zona.
Grazie alla collaborazione con l’associazione Amici della Terra, esperti del settore e cittadini, il Comitato ha già prodotto e depositato un articolato documento di osservazioni tecniche per contrastare l’iter autorizzativo. I rappresentanti di “Buonrespiro e Dintorni” hanno inoltre incontrato l’amministrazione comunale di Orvieto per illustrare le ragioni della propria contrarietà, ribadendo come la tutela della vocazione agricola e paesaggistica dell’Alfina sia ormai un’emergenza non più rimandabile per l’intera comunità.








