Continua la stagione musicale “Insieme, nel Segno della Musica”, promossa da Scuola Comunale di Musica “Adriano Casasole”, UNITRE Orvieto e ISAO Istituto Storico Artistico Orvietano, sotto la direzione artistica del M° Riccardo Cambri. Domenica 19 Aprile 2026, la magnifica cornice del Ridotto del Teatro Mancinelli di Orvieto accoglierà “Milonga Del Ángel” – Racconto in Musica, tra Gardel e Piazzolla, di Riccardo Cambri (Produzione UNITRE Orvieto); due le rappresentazioni previste: pomeridiana alle ore 17 e serale alle ore 21.
Un’esperienza musicale intensa, che si tingerà di elementi storici, culturali e spirituali capaci di immergere gli spettatori nella più autentica tradizione argentina del Tango e della Milonga, omaggiando le straordinarie figure artistiche di Carlos Gardel e Astor Piazzolla.

Importante il cast di artisti coinvolti: Edoardo Siravo e Alberto Romizi voci recitanti, il soprano Francesca Bruni, le pianiste Luisa Casasole e Amane Ada Brugnera, il violinista Dino Graziani; regista musicale, nonché ideatore del progetto, Riccardo Cambri, che sarà al pianoforte e alla fisarmonica; testi di Alberto Romizi.
Date le dimensioni del Ridotto, i posti saranno limitati: prenotazione obbligatoria al numero telefonico 3387323884. “Milonga Del Ángel” costituirà, grazie all’encomiabile disponibilità dei musicisti ed attori coinvolti, anche una significativa iniziativa di beneficenza. L’ingresso sarà ad offerta libera: il ricavato verrà destinato alle attività benefiche e sociali del Comitato Croce Rossa Italiana di Orvieto.
La stagione musicale “Insieme, nel Segno della Musica” è resa possibile per merito del supporto di Comune di Orvieto, Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto e Teatro Mancinelli. Due vite profondamente intrecciate, raccontate dalla loro musica più rappresentativa, a sua volta intrecciata a brandelli narrativi delle reciproche storie: Carlos Gardel, gloria del Tango argentino (il maestro), e Astor Piazzolla (allievo).
L'allievo, quando ha talento – si sa – non si accontenta di percorrere le orme del maestro, per lui quasi un padre. Vuole tracciare una propria strada, fino ad oscurarne la figura ingombrante, anche se profondamente rispettata, anche se questo significherà essere considerato dal popolo argentino come ribelle, ingrato, addirittura “el asesino del tango”. Eppure con questa sofferta rivoluzione egli consegnerà all’eternità il Tango, salvandolo dall'oblio del mondo. In scena, parole e musica affascineranno gli spettatori e li capulteranno nelle irresistibili emociones argentinas di Carlos e Astor. (RC e AR)








