
ORVIETO – Un punto di riferimento per cittadini stranieri e italiani che hanno bisogno di orientamento sulle pratiche amministrative e sui servizi legati all’immigrazione. La relazione annuale 2025 conferma il ruolo e le potenzialità dello Sportello Informativo per l’Immigrazione della Zona Sociale n.12, il servizio organizzato dal Comune di Orvieto in qualità di capofila e gestito dalla cooperativa sociale Il Quadrifoglio.
Nel corso dello scorso anno sono stati 484 gli accessi complessivi al servizio e 278 gli utenti che si sono rivolti allo sportello che ha operato in modalità itinerante nei 12 comuni del territorio con due mediatrici interculturali. Lo sportello ha sede a Orvieto presso la cooperativa Il Quadrifoglio ed è attivo anche a Fabro, mentre negli altri comuni viene garantita una presenza periodica.
La distribuzione degli accessi mostra una forte concentrazione proprio nelle sedi con maggiore disponibilità oraria. Circa il 40% del totale (195) a Orvieto e oltre il 30% (148) a Fabro. Nel complesso lo sportello ha intercettato utenti provenienti da 42 diverse nazionalità, con prevalenza di persone provenienti da Bangladesh, Albania e Romania che complessivamente rappresentano quasi il 40% del totale. La maggioranza degli utenti è costituita da cittadini extracomunitari (oltre il 78%), mentre una parte delle richieste proviene anche da cittadini comunitari e italiani, spesso datori di lavoro o persone che necessitano di informazioni su pratiche amministrative. Allo Sportello si rivolgono inoltre utenti residenti in comuni limitrofi alla Zona Sociale 12 dove non è presente un servizio simile, come ad esempio Città della Pieve o Castiglione in Teverina.
Tra le principali attività svolte nel 2025 il supporto per le richieste di cittadinanza italiana, che rappresentano la tipologia più frequente con 114 accessi, l’assistenza per ricongiungimenti familiari, la compilazione dei kit postali per rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, l’orientamento su servizi pubblici e pratiche amministrative, tra cui SPID, CIE, iscrizione al CPIA, accesso a bonus e contributi.
L’utenza è prevalentemente composta da adulti in età lavorativa (età media circa 38 anni), ma il servizio segue anche minori e anziani coinvolti nelle pratiche familiari o nei percorsi di regolarizzazione.
La relazione offre inoltre uno spaccato sulla presenza straniera nella Zona Sociale 12 che resta stabile, intorno al 9,4% della popolazione, e in linea con la media nazionale.
«Lo Sportello per l’Immigrazione – afferma l’assessore alle Politiche sociali, Alda Coppola – continua a rappresentare un presidio importante per l’inclusione e l’accesso ai diritti, accompagnando cittadini e famiglie nei percorsi amministrativi spesso complessi legati alla permanenza e all’integrazione sul territorio. Non si tratta tuttavia solo di un servizio di assistenza burocratica ma anche di un osservatorio privilegiato sui fenomeni migratori e sulle fragilità sociali. Attualmente le attività sono finanziate in larga parte dai Comuni e da un contributo della Regione in base alla popolazione. I costi sono cresciuti poiché il Comune di Orvieto, tra i pochi in Umbria, con l’ultimo appalto ha adeguato i contratti della cooperazione sociale mentre il finanziamento regionale sta invece seguendo la contrazione legata alla situazione demografica del territorio.
I nostri uffici stanno lavorando per reperire ulteriori risorse da programmi nazionali per poter ampliare il numero delle ore settimanali del servizio ed essere più presenti e capillari ma allo stesso tempo sarebbe necessario uno sforzo in più anche dalla Regione. Nel frattempo, come Comuni, miglioreremo la diffusione delle informazioni sul servizio, ancora poco conosciuto da parte di molti cittadini stranieri, e a creare canali più strutturati di raccordo con gli altri uffici istituzionali che si occupano di immigrazione. Sempre per quanto riguarda le politiche di accoglienza, infine, abbiamo presentato in questi giorni la richiesta di finanziamento al Ministero dell’Interno per il nuovo progetto SAI».








