ORVIETO – Il futuro della frazione di Villanova e dell’altopiano dell’Alfina finisce al centro del dibattito in Consiglio Comunale. A sollevare il caso è stata un’interrogazione di Federico Giovannini (Pd), che ha chiesto chiarimenti sull’esito dell’incontro tra l’Amministrazione e i residenti riguardo al possibile insediamento di una fornace di laterizi.
La risposta del sindaco, Roberta Tardani, ha tracciato il quadro di un territorio “sotto assedio”, stretto tra richieste industriali e una massiccia pressione di progetti legati alle energie rinnovabili. Sulla questione della fornace, il primo cittadino ha confermato che gli uffici comunali stanno definendo il parere urbanistico in risposta alla richiesta preventiva del soggetto proponente. Sebbene l’area sia classificata come “Zona D” (industriale), la posizione del Comune è netta:
“I nostri uffici faranno presente che il tipo di attività rientra tra le categorie di industria insalubre di tipo 1”, ha spiegato la Tardani, sottolineando come tali insediamenti debbano essere collocati, per legge, lontano dalle zone residenziali. Il parere sarà ora trasmesso ad Asl e Arpa per le valutazioni di carattere sanitario e ambientale. A rafforzare la tutela dell’area concorre anche la presenza di un insediamento di alto valore culturale.
Ma la preoccupazione dei cittadini, condivisa dall’Amministrazione, non si ferma alla fornace. Il vero “gigante” all’orizzonte è la transizione energetica selvaggia. Tra Villanova e l’Alfina sono infatti in ballo progetti per circa 300 ettari complessivi tra fotovoltaico, agrivoltaico e pale eoliche.
“Una zona a vocazione agricola di pregio rischia di trasformarsi di fatto in un’area industriale”, ha ammonito il Sindaco. Pur ribadendo di non essere contraria alle rinnovabili in senso assoluto, la Tardani ha evidenziato il rischio di una trasformazione radicale del paesaggio. Per evitare lo stravolgimento dell’identità locale, Palazzo Comunale ha attivato un canale diretto con il Ministero della Cultura e la Soprintendenza. Fondamentale sarà anche il ruolo della Regione Umbria, attualmente impegnata nella definizione delle “aree idonee e non idonee” per l’installazione degli impianti. “L’obiettivo” – ha concluso il Sindaco – “è costruire un percorso condiviso per tutelare la vocazione del territorio e alleggerire una pressione che preoccupa profondamente la nostra comunità”.








