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Terza commissione Sanità e Sociale: la dott.ssa Bernardini ha relazionato su punti di forza e criticità del presidio

Redazione by Redazione
4 Marzo 2026
in Cronaca, In evidenza, Archivio notizie
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ORVIETO – L’audizione della direttrice del presidio ospedaliero di Orvieto, Ilaria Bernardini, è stata al centro della riunione della Terza commissione consiliare permanente su Sanità e Sociale, presieduta da Evasio Gialletti, che si è tenuta nel pomeriggio di lunedi 2 marzo nella Sala delle Quattro Virtù del Comune di Orvieto.
In apertura dell’incontro è stato anticipato che la Commissione richiederà all’Asl Umbria 2 una serie di dati a partire dall’organigramma teorico dell’ospedale di Orvieto, il fabbisogno del personale, le attività, il fatturato, le assunzioni effettuate e quelle programmate nonché il relativo confronto con gli ospedali di Foligno e Spoleto. Un’analoga richiesta è stata inoltrata più di un mese fa anche dal sindaco Roberta Tardani ma ad oggi non è ancora pervenuta risposta.

“La premessa – ha detto la dottoressa Bernardini nel suo intervento – è che tutti teniamo moltissimo all’ospedale di Orvieto. Non è una premessa di poco conto, perché le persone che vi lavorano e voi che oggi chiedete attenzione dimostrate un attaccamento particolare alla struttura. Per questo ringrazio il presidente per questo spazio di confronto costruttivo. Non ci nascondiamo dietro un dito esistono criticità importanti legate al personale e al fabbisogno in diverse strutture.
È quindi utile la richiesta che avete formulato alla Direzione correlando produzione e personale assegnato a ciascuna struttura. È altrettanto utile prevedere un benchmark con gli altri presidi. Rispetto ai concorsi e alle assegnazioni del personale – ha osservato la direttrice del presidio di Orvieto – attualmente i concorsi sono regionali. La graduatoria, come nel caso recente degli infermieri, è unica e utilizzata da tutte le aziende umbre. Se un candidato rinuncia a una sede, la graduatoria viene comunque utilizzata per altri presidi con fabbisogno che è stabilito a livello aziendale. Il nuovo fabbisogno 2026 è ancora in fase di valutazione. La Direzione aziendale sta lavorando a un piano straordinario per Orvieto, con concorsi mirati. Il 24 marzo intanto si terranno le prove per il primariato di Ortopedia: risultano circa dieci domande, ma vedremo quanti candidati si presenteranno”.

La dottoressa Bernardini ha quindi articolato la sua relazione alla Commissione utilizzando la metodologia della SWOT analysis (punti di forza, debolezza, opportunità e minacce), distinguendo fattori interni ed esterni.

Tra i punti di forza interni “le competenze professionali elevate, la collaborazione e resilienza del personale, la capacità di trovare soluzioni per garantire risposte ai cittadini, la presenza di personale giovane in alcune specialità e una buona integrazione con il Distretto”. Nei punti di debolezza interni “la carenza di alcune figure specialistiche, in particolare l’urologo. È prevista a breve – ha detto la direttrice – la presenza stabile di uno specialista urologo con piena autonomia professionale, per evitare trasferimenti in ambulanza verso altri presidi”. Tra le “minacce” esterne “la carenza nazionale di specialisti, soprattutto in Medicina d’Urgenza, i concorsi che vanno deserti e la pressione dovuta alla presenza di numerose residenze per anziani nel territorio, che impatta su Pronto soccorso e Medicina interna”.

Per quanto riguarda il confronto con altri DEA di primo livello (Spoleto e Foligno) “l’Urologia è struttura complessa tra Foligno e Spoleto. A Spoleto è presente il robot chirurgico, che comporta attività operatoria urologica programmata”. “Un’altra criticità – ha aggiunto la dottoressa Bernardini – è la geolocalizzazione di Orvieto, che però può diventare un’opportunità strategica, valorizzando la posizione di confine verso Bassa Toscana e Alto Lazio, in un’ottica di integrazione inter-aziendale. Sul Pronto soccorso, l’obiettivo è garantire pienamente le funzioni proprie di un DEA di primo livello.
In attesa dell’espletamento dei concorsi per la Medicina d’Urgenza, è stato attivato un pool intra-aziendale di professionisti dell’emergenza-urgenza dell’Asl Umbria 2 per garantire la copertura dei turni. La situazione è complessa, ma è costantemente monitorata. L’impegno è quello di consolidare stabilmente gli organici, preservando il ruolo e le funzioni del Presidio di Orvieto”.

Per quanto riguarda gli specializzandi “li abbiamo inseriti tra le “minacce”, ma l’auspicio è che possano diventare un’opportunità. È però necessario un ragionamento a livello regionale e universitario, affinché anche i DEA di primo livello possano diventare sedi di formazione e tirocinio per i medici in formazione specialistica. Non si tratta solo di assunzioni, ma di inserire stabilmente gli specializzandi nel percorso formativo all’interno dei presidi come Orvieto. La loro presenza dà vigore ai reparti e consente ai giovani medici di fare esperienza reale, senza restare marginali come talvolta accade nei grandi ospedali.
Va però detto che esistono standard ministeriali precisi: il Ministero stabilisce soglie di attività, ad esempio numero di accessi al Pronto soccorso, volumi di TAC e risonanze, per autorizzare le sedi formative. Si parla, per esempio, di 45.000 accessi annui per alcuni requisiti. È evidente che in una regione come la nostra molti presidi non raggiungono tali numeri, ma questo non significa che con 25-26.000 accessi, che sono comunque moltissimi, come nel caso di Orvieto, non si possa ragionare su soluzioni diverse. Lo stesso vale per Radiologia dove i volumi di TAC e risonanze sono significativi”.

Tra le “minacce” esterne è inserito anche il tema della comunicazione. “Notizie prive di basi o dati concreti – ha sottolineato la direttrice – fanno male al presidio perché minano la fiducia dei cittadini. In Direzione ci troviamo spesso a dover rassicurare persone che chiedono: “È vero che chiude il reparto?” Questo accade mentre invece l’impegno quotidiano è massimo per mantenere e rafforzare il sistema. Il meccanismo del “telefono senza fili” amplifica voci nate magari da un’affermazione isolata, estrapolata e trasformata in notizia infondata. Questo danneggia tutti”.

La direttrice del presidio ha anticipato che sarà pubblicato a breve il lavoro effettuato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sulla valutazione della qualità percepita dai cittadini. “Si tratta di un’indagine anonima post-ricovero, condotta da un ente terzo, che sta restituendo risultati mediamente alti. Questo consentirà di intervenire in modo mirato sulle eventuali criticità segnalate”.

Per quanto riguarda la Cardiologia, “nel 2025 è stato assunto un giovane cardiologo e nei primi mesi del 2026 altri due. Sono professionisti preparati e motivati, che stanno già affrontando casistica significativa. Questo rafforza il reparto. È poi in programmazione regionale la riconversione dei quattro posti letto in UTIC con copertura H24 e gestione di casi più complessi. È inoltre in corso una riflessione sull’acquisizione di tecnologie per procedure più avanzate di elettrofisiologia ed emodinamica”. Per ciò che concerne i primariati “è prossimo l’espletamento del concorso per Ortopedia mentre Pediatria e Ginecologia sono ancora in attesa di autorizzazione regionale“.

“La Pediatria – ha proseguito la dottoressa Bernardini – rappresenta sia un punto di forza sia una criticità. È attrattiva, funziona bene, ha ottimi feedback e svolge attività di reparto e ambulatoriale di primo livello, con accessi anche da altre zone della regione. Tuttavia necessita di nuove assunzioni. Dalla prossima settimana entreranno due specializzande con contratto libero-professionale, che daranno un contributo importante. Radiologia è centrale quanto il Pronto soccorso. Senza Radiologia non esiste DEA. Attualmente è in sofferenza per sotto-organico. Il sistema regge grazie all’abnegazione dei professionisti ed è indispensabile l’assunzione di uno specialista radiologo. Va ricordato che lo specializzando in Radiologia non è autonomo su alcuni atti e necessita di supervisione, con implicazioni organizzative e medico-legali rilevanti”.

Infine, sulla Chirurgia pediatrica. “Le linee guida – ha spiegato – prevedono che i bambini sotto i 14 anni siano trattati in centri con casistica pediatrica. L’emergenza viene comunque garantita anche a Orvieto; i casi differibili vengono trasferiti in sicurezza verso centri dedicati. La chirurgia pediatrica programmata viene effettuata su pazienti selezionati, valutati e inseriti in lista d’attesa”.

“Per quanto mi riguarda – ha concluso la direttrice – se devo dire qual è l’idea che mi sono fatta per il futuro del Presidio di Orvieto, la sintetizzo in quattro parole: rafforzamento, ottimizzazione, integrazione, attrazione. Non è un ottimismo di facciata, è una visione concreta che mi auguro possa essere condivisa anche nei prossimi confronti. Il 2025 si è chiuso con un bilancio positivo per il presidio. Naturalmente i dati devono essere validati dal controllo di gestione. Alcune unità sono in positivo, altre mostrano criticità, ed è su quelle che la Direzione deve intervenire. Detto questo, non possiamo pensare che tutto regga esclusivamente sull’abnegazione del personale. Non è sostenibile nel lungo periodo. Sono cambiate le richieste dei cittadini, ma anche l’approccio delle nuove generazioni di professionisti. La visione di rafforzamento del presidio è condivisa a livello aziendale e trova attenzione anche in ambito regionale. L’attenzione sul Presidio di Orvieto è presente e noi, come Direzione, continuiamo quotidianamente a sollecitarla”.

“Ringraziamo la dottoresa Bernardini – commenta il presidente della Terza commissione consiliare, Evasio Gialletti – per la consueta disponibilità al confronto e per gli aggiornamenti di cui ha informato i commissari. Tuttavia ora abbiamo bisogno di risposte da parte dell’Asl Umbria 2 sui dati relativi alle attività, alla produzione e alle assunzioni nell’ospedale di Orvieto e soprattutto il confronto con quelli dei presidi di Foligno e Spoleto per verificare se gli impegni che erano stati assunti si stanno concretizzando o sono ancora rimasti soltanto sulla carta”.

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