
Leggiamo con stupore, ma ormai senza sorpresa, gli ennesimi comunicati autocelebrativi dell’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca e dei suoi seguaci che vantandosi di aver ridotto del 23% il conferimento dei rifiuti nelle discariche nel 2025 parlano di “situazione grave ereditata dalla destra”, di “pattumiera del Centro Italia”, di “rivoluzione”. Parole impegnative. Peccato che i numeri ufficiali della stessa Regione raccontino una realtà molto diversa.
Nel triennio 2021–2023 i conferimenti in discarica sono stati:
2021: 183.731 tonnellate
2022: 171.890 tonnellate
2023: 178.778 tonnellate
Un andamento sostanzialmente stabile, coerente con la programmazione regionale. Nessuna emergenza, nessun collasso del sistema, nessuna gestione “fuori controllo”. L’aumento registrato nel 2024 (225.199 tonnellate) oggi utilizzato come argomento polemico, fu una scelta temporanea, adottata per evitare che l’esplosione dei costi energetici nel periodo post-Covid si scaricasse interamente sulle tariffe e quindi sulle tasche di famiglie e imprese umbre.
Oggi quindi l’attuale Giunta Regionale spaccia addirittura per “svolta storica” il semplice ritorno a volumi ordinari. Ma la domanda è semplice: quali politiche concrete avrebbero prodotto questo risultato? A un anno e mezzo dall’insediamento non sono stati approvati nuovi strumenti di gestione, non sono stati realizzati nuovi impianti, non sono state introdotte misure operative capaci di modificare strutturalmente il sistema. La realtà, purtroppo, è ben diversa da quella raccontata: il sistema regionale dei rifiuti umbro è oggi in stallo. Il Piano regionale dei rifiuti approvato nel 2023 e tuttora vigente è stato di fatto congelato e la programmazione è ferma.
Scelte ideologiche e annunci mediatici stanno sostituendo la pianificazione, mettendo in difficoltà l’intero sistema ed esponendo i territori come il nostro che ospitano le discariche a incertezze sempre maggiori. L’Umbria non ha bisogno di continui slogan o di finte rivoluzioni. Ha bisogno di scelte chiare, atti amministrativi e una strategia seria per il futuro. Nel frattempo ricordiamo che il sistema regionale che ancora si fonda esclusivamente sulle discariche ha cinque anni di autonomia e che la discarica di Orvieto solo tre anni. Non sarà ora di smetterla con i proclami e cominciare a fare concretamente quello che serve a noi cittadini?
Gruppo Consiliare “Civitas Orvieto”








