Scelsero di essere “disertori” per una guerra non loro. Rifiutarono di aderire, come tanti altri giovani in altre parti del Paese. Contro la logica bellicista, si dettero alla macchia, scegliendo la resistenza. Ulderico, Raimondo, Amore, Alberto, Duilio, Raimondo, Federico – questi i loro nomi – furono traditi dai fascisti orvietani, ammazzati dopo un sommario processo in località Camorena. Abbiamo voluti ricordarli sia nella cerimonia ufficiale dove la sindaca di Orvieto, come tutti gli anni, ha fatto un discorso sul nulla, mai citando la parola antifascismo, parlando genericamente di violenza e di autoritarismo.

Ancor più genericamente ha parlato di guerra di vittime evitando di citare qualsiasi fronte di guerra in atto, non una parola su Gaza su cosa sta accadendo in Libano, dove sono stati uccisi tre reporter e oltre 1200 cittadini Libanesi, niente sull’attacco Usa e Israele all’Iran, neppure una parola sull’Ucraina, niente di niente. Una cerimonia con la presenza di un picchetto in armi, rappresenta nota stonata. Non è così che si ricordano anche i tanti militari che hanno combattuto contro i vertici fascisti, un sistema militare fellone, che dopo l’8 settembre li abbandonò al loro destino, senza indicazioni, senza ordini.
Decine di persone si sono fermate dopo la cerimonia ufficiale. Abbiamo ricordato così i 7 Martiri fuori dalla retorica istituzionale. Con i parenti di Ulderico Stornelli, con l’Anpi, con Articolo 21, con i giovani del Comitato Orvietano per la Palestina. Nei discorsi che sono seguiti da parte delle Associazioni presenti hanno marciato nel mondo America, Inghilterra, Germania, Francia. A Roma hanno gridato il loro no a chi pensa di essere sovrano del mondo King attraverso la forza e la guerra, per questo bisogna essere disertori di questa logica politica. Ridare forza e ragione al diritto internazionale, all’Onu, al Tribunale Internazionale dell’Aia, ricostruire un clima politico anche del nostro Paese dove parole come diritti lavoro salario, scuola, salute, ridiventino centrali, rompere la logica dei patti di stabilità investire risorse per sviluppo ricerca contro la logica del riarmo.
Non è forse questo che pensavano i padri e le madri costituenti? Resistenza oggi non vuole essere solo memoria ma attuare a pieno quella Costituzione che come è stato dimostrato proprio una settimana fa con il No al Referendum è davvero, la Costituzione caposaldo della democrazia. Ma il mio pensiero va anche alla Palestina dai 70.000 morti di Gaza alla guerra che Israele sta portando in tutto il Medioriente; penso anche a quanti in Iran lottano per la democrazia che non si ottiene con le bombe che rafforzano il regime degli Hayatollah, a come la storia non ricordi ciò che è successo in Iraq, Afghanistan, in tutti i Paesi dove abbiamo avuto pretesa di esportare democrazia con la guerra. Anpi rappresenta e rappresenterà sempre questi valori di democrazia pace per un modo degli Uomini e delle donne che lottano
Ulderico Stornelli, Raimondo Lanari, Amore Ruffini, Alberto Poggiani, Duilio Rossi, Raimondo Gugliotta Federico Cialfi non vi vogliamo seppellire
nelle commemorazioni, non vi vogliamo allontanare nelle rievocazioni. Resistenza per voi fu una scelta dura, per noi è proseguire nella stessa scelta.
Giuliano Santelli









