
A seguito dell’iniziativa sui servizi socio-sanitari dell’Alto Orvietano di martedì 14 marzo organizzata dal Partito Democratico e a cui hanno partecipato le organizzazioni sindacali e associative del territorio, la cooperazione sociale e amministratori, oltre al consigliere regionale Francesco Filipponi, il segretario regionale e provinciale del Pd, sono emersi alcuni suggerimenti che riteniamo siano utili a delineare alcune proposte necessarie a completare il quadro dei bisogni territoriali, soprattutto sulle esigenze che riguardano un numero elevato di casistiche anche a livello territoriale. La proposta ha lo scopo di integrare il documento approvato dalla Segreteria Provinciale di Terni del Partito Democratico e il documento approvato dalla Conferenza dei Sindaci dell’Ambito Territoriale Orvietano Zona Sociale n.12 di venerdì 6 febbraio.
Tenuto conto del bando per l’affidamento dei servizi di assistenza residenziale, semiresidenziale e domiciliare destinati a diverse tipologie di utenti dell’Azienda Usl Umbria 2, con decorrenza dei servizi a partire dal 1° gennaio 2026 (validità fino al 1° gennaio 2032);
– sulle problematiche dei disturbi alimentari un’unità specifica di coordinamento dipartimentale in sinergia con le strutture specialistiche, dal Centro DNA di Terni e Todi, al Centro DAI e Obesità di Città della Pieve;
– sulle strutture semiresidenziali per Alzheimer come i diurni, che già erano stati inseriti nel PRINA, è necessario che siano dislocati su tutto il territorio distrettuale per ridurre le distanze di percorrenza degli utenti al minimo sia per i pazienti che per le famiglie e che siano a gestione pubblica. All’Alto Orvietano già erano stati destinati n.10 posti dalla Conferenza dei Sindaci del 29/03/2012, per i quali il 06/04/2012 l’AUSL rilascia il parere alla Regione per l’Assenso e il 18/07/2012 la Regione rilascia l’Assenso all’Autorizzazione. L’USL, in base al deliberato dell’Assemblea dei Sindaci, inserisce il servizio nel Bando di Gara per l’affidamento dei Servizi dell’Area Integrazione Socio Sanitaria , tra i servizi che potranno essere attivati su richiesta dell’Azienda nel periodo di vigenza del contratto di affidamento dei servizi socio sanitari.Con Delibera n.159 del 15/03/2013 la USL aggiudica definitivamente l’appalto con decorrenza 01/12/2013. Ovviamente la struttura destinata al servizio dovrebbe essere un immobile inutilizzato di proprietà dei Comuni e ristrutturato o con fondi regionali o comunitari, in modo che non debba pesare sulla USL;
– prevedere presso la Casa di Comunità di Fabro, appena la disponibilità di personale medico, anche un Ambulatorio di Urologia.
– garantire il mantenimento dell’Ambulatorio di Fisiatria e la Fisiokinesiterapia a Ficulle presso la struttura in cui si trova, magari potenziando il servizio. La fisiokinesiterapia sarebbe utile che svolgesse il servizio anche per le strutture residenziali e semiresidenziali per disabili adulti che già si trovano in contiguità.
Un ragionamento più complesso ma assolutamente necessario riguarda i ricoveri degli anziani nelle Residenze Protette dell’intero Distretto.
Nella regione gli anziani usufruiscono del ricovero in strutture residenziali protette con modalità differenti che si configurano come discriminanti nei confronti dei cittadini del nostro territorio. In particolare, la diaria quotidiana approvata dalla Giunta regionale, previa verifica del soddisfacimento dei requisiti prescritti, ammonta attualmente a circa 120 euro per una retta complessiva di circa 3.600 euro mensili. Concorrono teoricamente alla definizione dell’importo totale:
– l’integrazione sanitaria pari al 50% dell’importo complessivo (1.800 euro) a carico della ASL in caso di parere positivo dell’UVM
– l’integrazione sociale a carico dei Comuni in quota variabile seconde Isee(concessa solo eccezionalmente allo scorrimento della lista di attesa)
– restante quota a carico dell’interessato o dei familiari.
Gli anziani che godono di questo regime nelle strutture del nostro territorio sono numericamente e significativamente inferiori rispetto al numero di posti letto accreditati, potenzialmente convenzionabili. Quelli che non godono di questo regime, devono affrontare la spesa del ricovero integralmente, salvo agevolazioni (molto limitate) da parte dell’ente erogante il servizio.
In altri contesti della regione e dell’ASL, i posti vengono occupati da anziani che usufruiscono dell’integrazione sanitaria e di quella sociale, sin dall’ingresso in struttura e i posti dedicati ai ricoveri di sollievo sono concordati e limitati a poche unità. Nel nostro territorio è vigente una lista d’attesa della ASL consultabile pubblicamente, che al momento prevede due anni circa di attesa dopo la valutazione positiva da parte dell’UVM, nonostante gli innumerevoli posti disponibili.
La limitata concessione di ricoveri da parte della ASL è stata surrogata con il ricorso all’autorizzazione dei “ricoveri di sollievo” che prevedono la permanenza in struttura per soli 30 giorni (prorogabili a 60 in casi eccezionali). Le residenze protette devono occupare i posti vacanti per la loro sostenibilità accogliendo paganti in proprio o ricoveri di sollievo in numero esuberante con le ripercussioni negative sugli assistiti e sull’organizzazione interna con continue prese in carico e dimissioni senza la prospettiva di un progetto assistenziale degno di questo nome.
Circolo Comunale di Ficulle del Partito Democratico








