Cosa accomuna un vecchio giocattolo, un pennarello esaurito e uno spazzolino da denti? Spesso finiscono nel sacco della plastica, ma è un errore. Si tratta dei cosiddetti “falsi amici”: oggetti che, pur essendo composti da polimeri plastici, non sono imballaggi e devono quindi essere conferiti nell’indifferenziato. Cosp Tecno Ambiente, impegnata quotidianamente nella gestione del ciclo dei rifiuti, lancia un appello alla cittadinanza per migliorare la qualità della raccolta, partendo dall’analisi degli ultimi dati merceologici.
Dalle recenti analisi effettuate sui campioni raccolti nei comuni dell’Orvietano, emerge un quadro variegato ma incoraggiante sulla purezza del materiale raccolto. La percentuale di imballaggi in plastica correttamente differenziata mostra punte di eccellenza, ma rivela anche quanto materiale non conforme finisca ancora nei contenitori sbagliati.
Il dato critico è rappresentato dal “Secco non Riciclabile”, che in alcune zone dell’Orvietano supera il 30%. In questa quota finiscono proprio i “falsi amici”. La regola d’oro è “solo imballaggi”.
Sì: Bottiglie, flaconi di detersivo, vaschette per alimenti, pellicole trasparenti.
No: Giocattoli, penne e pennarelli, bacinelle, custodie di CD, posate di plastica dura (se non diversamente indicato).
“Migliorare la qualità della raccolta non è solo un dovere civico, ma un vantaggio economico per la comunità,” spiegano i tecnici di Cosp. “Ogni oggetto non conforme inserito nel circuito della plastica aumenta i costi di selezione e riduce l’efficacia del riciclo”. I dati analizzati confermano che la strada intrapresa è quella corretta, ma è necessario uno sforzo comune per ridurre quel 30% di scarto e trasformare l’Orvietano in un modello di economia circolare.









