C’è una narrazione istituzionale che si ostina a dipingere Orvieto come una città all’avanguardia, “pet friendly” . E poi c’è la realtà di tutti i giorni, fatta di anni di promesse disattese, nella tutela degli animali e carenze strutturali croniche e un’assoluta mancanza di visione da parte dell’ amministrazione comunale. Il Movimento 5 Stelle di Orvieto ha deciso di dire basta a questo teatrino, denunciando pubblicamente un’inerzia che non è più tollerabile.
Tutto sembra essersi fermato agli annunci a mezzo stampa del 2020. All’epoca promisero ben sette aree di sgambamento per i nostri amici a quattro zampe, distribuite su tutto il territorio. A distanza di anni, il bilancio è desolante: intere frazioni e quartieri come Sferracavallo, Canale, Morrano e Ciconia ne sono completamente sprovvisti. Quelle poche aree che esistono, come a Orvieto Scalo, non hanno nemmeno un cartello, e in altre zone ci si accontenta di chiamare “area cani” recinti improvvisati che non garantiscono i minimi standard di sicurezza e funzionalità.
A questo si aggiunge lo scandalo silenzioso del canile sanitario. L’amministrazione ha ricevuto uno stanziamento di circa 43.000 euro, una cifra che già di per sé appariva insufficiente per riaprire o sistemare davvero la struttura, ed in funzione di questo, avevano dichiarato che questi fondi sarebbero serviti per la prevenzione dell’abbandono. Oggi vi chiediamo: come sono stati spesi, concretamente, quei soldi?
Nel frattempo, il caos regna sovrano. Abbiamo un regolamento comunale sugli animali d’affezione che risale al 2014, non solo è irrimediabilmente vecchio, ma viene sistematicamente ignorato. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: cani lasciati liberi in pieno centro storico e nei giardini pubblici; deiezioni non raccolte e un’assenza pressoché totale di controlli e di sanzioni. È un problema di civiltà, di igiene urbana e di sicurezza che l’amministrazione finge di non vedere.
Ma c’è un aspetto ancora più grave, il maltrattamento degli animali. Lungo il fiume Paglia e nelle zone limitrofe viene tollerata la presenza di insediamenti abusivi: baracche di lamiera fatiscenti dove vengono detenuti animali in condizioni igienico, sanitarie critiche. Dove sono i controlli? Come si può parlare di politiche “green” quando si lascia prosperare un simile degrado e si voltano le spalle ad animali maltrattati?.
Inoltre la totale assenza delle istituzioni é manifestata anche nel controllo e nella gestione delle colonie feline, sono tanti i cittadini, volontari che, a proprie spese e senza alcun sostegno adeguato, si fanno in quattro ogni giorno per assistere i gatti nelle strade.
A loro va tutto il nostro appoggio: meritano rispetto, ma soprattutto aiuti concreti e assistenza.
Infine, l’ennesimo treno perso verso la civiltà: l’uso degli animali nei circhi. Mentre città a noi vicine, come Perugia, hanno preso posizioni nette e approvato atti per superare questa pratica anacronistica, Orvieto resta immobile a guardare. Quando intende adeguarsi, questa giunta, a un principio etico e di civiltà ormai condiviso in tutta Europa?
É necessario la realizzazione immediata e la manutenzione delle aree cani promesse, la riapertura del canile. Pretendiamo la rimozione degli insediamenti abusivi sul Paglia, mettendo in salvo gli animali detenuti, e l’approvazione immediata di un divieto per l’attendamento dei circhi con animali.
Non è più tempo di annunci. Il benessere animale, non è un tema marginali da rispolverare in campagna elettorale.









