Il tempo è galantuomo e smaschera chi cerca di nascondere i propri ritardi gestionali dietro agli annunci.
Era il 19 dicembre 2025 quando il Presidente dell’Opera del Duomo, Andrea Taddei, messo all’angolo dal pressing politico e dalle interrogazioni del Movimento 5 Stelle, rassicurava la città dichiarando a mezzo stampa che “nelle prossime settimane verranno presentati ai soggetti competenti i primi elaborati” del nuovo progetto.
Oggi, a mesi di distanza da quelle dichiarazioni e a un anno e mezzo dalla chiusura del settembre 2024, di queste fantomatiche bozze non c’è alcuna traccia pubblica. Le “prossime settimane” sono abbondantemente trascorse, ma il Museo dell’Opera del Duomo resta inesorabilmente sbarrato.
Quella che a dicembre sembrava una debole difesa per placare gli animi, oggi si rivela per quello che è: una cortina fumogena per mascherare un’impasse inaccettabile. Rileggendo le parole del Presidente Taddei alla luce del tempo trascorso, le criticità raddoppiano: annunci a vuoto, chiuso il museo a fine estate 2024 senza un progetto esecutivo pronto era già grave.
Promettere ai cittadini l’arrivo di “primi elaborati” a ridosso del Natale 2025, per poi far cadere di nuovo tutto nel silenzio fino ad oggi, è una mancanza di rispetto intollerabile verso gli orvietani e l’intero indotto turistico. Lo scontro istituzionale con la Regione: a dicembre Taddei ha sganciato una vera e propria bomba politica affermando: “A maggio 2024, giunta Tesei, avevamo fatto richiesta di risorse alla Regione: nessuno ha preso contatti con noi”. Da parte sua, la regione a giunta Proietti, dopo l’interrogazione del nostro consigliere Luca Simonetti, aveva dichiarato di non essere a conoscenza dei cantieri.
Non possiamo più permettere che il gioiello dell’offerta culturale di Orvieto venga gestito con questa preoccupante opacità. L’espediente di distogliere l’attenzione citando le aperture dei sotterranei o le mostre in cattedrale non basta più. Le rassicurazioni di fine 2025 si sono rivelate un bluff. Rinnoviamo con ancora più forza la nostra pretesa verso la Sindaca Tardani e il presidente Taddei: vogliamo i documenti sul tavolo. Orvieto esige di conoscere la vera data di inizio dei cantieri, ed un cronoprogramma vincolante per la riapertura. Il tempo delle interviste rassicuranti è finito.
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