Avete presente quel limbo emotivo fatto di messaggi visualizzati e non risposti, biografie improbabili su Tinder e l’eterna illusione che “stavolta è quello giusto, anche se ha un tatuaggio di una tigre sul petto”? La cornice della Nuova Biblioteca Pubblica “L. Fumi” di Orvieto ospiterà un incontro che promette di essere tutto tranne che istituzionale. Claudia Valeriani, giornalista per diverse testate di costume e già vicedirettrice di Elle e Marie Claire, presenterà il suo romanzo d’esordio “Niente di serio, ma vediamo”. Ad accompagnarla in questo viaggio tra chat compulsive e realtà aumentata (spesso deludente) ci sarà una “complice” d’eccezione: Chiara Centioni, autrice e attrice TV, nota per la sua capacità di leggere con ironia tagliente le nevrosi contemporanee.

IL LIBRO. Protagonista del romanzo è Sara: cinquant’anni, un matrimonio alle spalle un lavoro, due figli gemelli. Spinta dal desiderio di scuotere la sua routine, Sara approda su Tinder scegliendo la formula di salvaguardia più famosa dell’app: «Niente di serio, ma vediamo». Quello che ne segue è un catalogo di “casi umani” a cui la protagonista reagisce alternando momenti di tenera fragilità a momenti di lucido sarcasmo per messaggini whatsapp, incontri reali o virtuali che mettono a nudo i limiti degli uomini che incontra, ma soprattutto le sue stesse fragilità. Una ricerca che diventa un grido disperato, una sfida alla realtà, il tentativo estremo di piegare i fatti alla propria versione dei sentimenti.
L’EVENTO. Due donne, molte risate e qualche verità scomoda. Il dialogo tra Claudia Valeriani e Chiara Centioni non sarà una classica presentazione letteraria, ma un confronto vivace sulla generazione del “match”. Si parlerà del corpo che cambia, della solitudine che spaventa e di come uno smartphone possa trasformarsi in un portale per una seconda (o terza) giovinezza, con tutti i rischi del caso.
“Perché in fondo”, commenta l’autrice, “tra un ghosting e un appuntamento sbagliato, quello che cerchiamo davvero è solo qualcuno che ci veda oltre lo schermo”.
IL LEGAME SPECIALE CON ORVIETO. Orvieto è una tappa fondamentale per Claudia Valeriani che in questa città ha cuore e radici. Infatti, il suo bisnonno era Ilario Ciaurro (1889-1992), artista, ceramista e “agitatore culturale” sin dagli Anni 20. Come ceramista, diede nuova vita alla bottega “L’Arte dei Vascellari” di Pericle Perali diventandone direttore artistico e reinterpretando i motivi decorativi arcaici (bestiari fantastici e scene di vita quotidiana) con segno moderno e futurista che lo portarono ad aprire la sua fornace “Fabbrica di ceramiche artistiche Ilario Ciaurro”. Come pittore ha celebrato scorci e panorami orvietani e umbri con realismo magico e malinconico. Le sue opere sono esposte a Palazzo Coelli di Orvieto e al Museo CAOS/Collezione De Felice di Terni. Come uomo, con la moglie Iole Lucarelli ha dato alla luce due figlie: Carmelina e Noemi, “modelle” cui si è ispirato anche per le due figure genuflesse nel rosone a vetrata policroma sul portale della Chiesa di Sant’Andrea, di sua fattura, come i disegni per i pavimenti in ceramica di alcune zone della stessa chiesa.
La figlia Noemi però seguirà un’altra vocazione diventando, dopo gli studi al liceo classico di Orvieto e una vita piuttosto avventurosa, una delle prime donne giornaliste in Italia, che a Orvieto ha sempre avuto il suo rifugio felice nella casa di via del Caccia in cui passava le estati col marito Pietro e la nipote Claudia che ha seguito le sue orme. INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI
ORGAN. : Biblioteca L.Fumi in collaborazione con Associazione Cantiere Orvieto








