
Avevamo presentato una mozione per riportare l’attenzione del Consiglio Comunale sulle problematiche relative al carcere di Orvieto, sulle condizioni di sovraffollamento e sulla mancanza di agenti di Polizia Penitenziaria, che sono ben al di sotto dell’organico previsto.
Il livello delle carceri nel nostro Paese ha raggiunto limiti di indecenza, la rieducazione del condannato è in larga parte disattesa, i diritti dei detenuti quotidianamente calpestati, le garanzie per il personale civile e militare che lavora nelle carceri sono sempre più precarie: è un sistema al collasso (si veda il libro di Gianni Alemanno “L’emergenza negata. Il collasso delle carceri italiane”).
La mozione sottolineava due punti essenziali:
- il fenomeno delle aggressioni e delle minacce agli agenti di Polizia Penitenziaria, ai quali va la nostra piena solidarietà per le condizioni nelle quali sono costretti a lavorare, anche alla luce degli episodi che si sono recentemente verificati nel carcere di Orvieto;
- l’Istituzione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale.
I Gruppi consiliari di maggioranza con un emendamento avrebbero voluto snaturare completamente la mozione, eliminando proprio la parte relativa al Garante, che rappresenta l’elemento di garanzia per tutti coloro che si trovano in un regime di privazione della libertà personale e anche per coloro che lavorano negli ambienti della detenzione.
Abbiamo allora ritirato la mozione, tanto non sarebbe stata mai approvata nella sua versione integrale ma solo nella versione emendata e per questo sarebbe stata totalmente inutile.
Non ci meraviglia questa linea politica della maggioranza, che sostiene solo le forze dell’ordine, come hanno dimostrato i loro rappresentanti parlamentari e al Governo nel caso del boschetto della droga di Rogoredo: prima ancora che fossero accertati i fatti loro stavano con il poliziotto, poi rivelatosi un taglieggiatore della vittima e accusato di omicidio volontario, con i suoi colleghi accusati di favoreggiamento e omissione di soccorso. Sono tutti così i poliziotti?
Assolutamente no, migliaia di uomini e donne in divisa quotidianamente fanno il loro lavoro con dignità ed onore, coraggio, spirito di sacrificio e abnegazione. A loro va la nostra gratitudine e il riconoscimento di una serie di diritti che gli sono ancora negati, come quello di migliori condizioni di lavoro per esempio. Noi però siamo per la garanzia dei diritti di tutti e per questo abbiamo sostenuto più volte l’istituzione del Garante.
Bloccare l’iter del provvedimento con la storiella che c’è il Garante regionale è patetico. 65 città in Italia, molte gestite da amministratori di centro-destra, illuminati però, hanno il Garante comunale pur avendo quello regionale. Allora, chi fa il gioco delle parti, anche in danno della città? Chi è intriso di ideologia e non riesce ad uscire dai propri schemi di ragionamento?
Partito Democratico – Proposta Civica – Gruppo Misto








