ORVIETO – Un percorso di partecipazione, formazione e socialità che ha riportato i giovani al centro della vita culturale della città. È questo il bilancio di “Giovani in Biblioteca – Un sottile desiderio di conoscenza”, l’iniziativa promossa dal Comune di Orvieto in qualità di capofila e realizzato in collaborazione con numerose realtà associative e culturali del territorio.
Sabato 14 marzo la Nuova Biblioteca pubblica “Luigi Fumi” ha ospitato la giornata finale del progetto alla presenza del sindaco e assessore alla Cultura, Roberta Tardani, della dirigente del Settore Cultura e Formazione, Carla Lodi, e dei rappresentanti dell’ampio partenariato composto dalla Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto, Orvieto Cinema Fest, la coop sociale Il Quadrifoglio, Agesci Orvieto 1 e Orvieto Linux User Group, che in questi due anni hanno contribuito alla realizzazione di attività formative, laboratori, incontri e iniziative culturali.
Il progetto, rivolto ai ragazzi tra i 14 e i 21 anni, è stato finanziato dal Dipartimento per le Politiche giovanili ed è nato nel contesto del periodo post-pandemico con l’obiettivo di contrastare l’isolamento sociale che ha colpito in particolare le nuove generazioni e di rafforzare il ruolo della biblioteca come luogo di incontro, partecipazione e crescita personale, oltre che come spazio di studio e consultazione.
Nel corso del progetto – come ha spiegato nella relazione introduttiva la funzionaria dell’Ufficio Cultura, Mara Monachino – sono stati organizzati decine di incontri, workshop e laboratori, articolati in diversi ambiti tematici. Tra questi i percorsi dedicati alla comunicazione e ai linguaggi digitali, come il laboratorio “Be Social”, dedicato alla fotografia e all’uso dei social media, e le attività di mappatura digitale del territorio attraverso strumenti open source con il progetto “Social Mapping”. Ampio spazio è stato dedicato anche all’orientamento e alla crescita personale, con incontri sulla mappatura delle competenze, sul giornalismo, sulla grafologia, sull’educazione alle relazioni e sull’affettività, oltre a un percorso introduttivo alla lingua italiana dei segni.
Sul fronte educativo, il progetto ha promosso attività di supporto allo studio con il servizio “Sos Compiti”, affiancato da iniziative dedicate alla cittadinanza attiva, alla sostenibilità, al valore sociale dello sport e alla lettura come strumento di crescita personale. Non sono mancati momenti dedicati alla creatività e ai linguaggi artistici: dai laboratori di gamification e giochi di ruolo in collaborazione con il Glor-Gruppo Ludico Orvietano, fino alle rassegne cinematografiche, ai laboratori di produzione audiovisiva e agli incontri sul fumetto organizzati in biblioteca. Tra gli appuntamenti più partecipati anche le iniziative collegate all’Orvieto Cinema Fest 2025, il festival internazionale di cortometraggi che ha coinvolto numerosi giovani nelle attività formative e nei laboratori di produzione cinematografica.
La giornata è stata anche l’occasione per tracciare un bilancio dell’attività della biblioteca comunale che nel 2025 – come ha evidenziato il responsabile Roberto Sasso – ha fatto registrare 16.511 ingressi con un aumento superiore al 40% rispetto al 2024. Di questi 8.426 sono avvenuti per motivi di studio (+49%) e 5.369 (+48,6%) per le altre numerose attività avviate in questi anni e non solo legate al progetto “Giovani in Biblioteca”.
«Un elemento qualificante di questo progetto – ha sottolineato la dirigente Carla Lodi – è stato il metodo di lavoro basato sull’amministrazione condivisa che ha permesso di costruire una rete solida con le realtà del terzo settore del territorio mettendo in campo competenze diverse ma complementari. Si tratta di un modello di collaborazione che il Comune ha già sperimentato in altri percorsi progettuali e che anche in questa esperienza ha dimostrato la sua efficacia, grazie ai processi di co-programmazione e co-progettazione che hanno coinvolto attivamente tutti i partner. Allo stesso tempo ha contribuito a rafforzare l’idea della biblioteca come bene comune e hub culturale aperto alla città all’interno di una visione più ampia della Comunità educante che si sta realizzando».
«Le attività di “Giovani in Biblioteca” – ha commentato il sindaco Tardani – hanno rappresentato un’opportunità di crescita, confronto e partecipazione per i nostri giovani ma soprattutto hanno reso la biblioteca un punto di riferimento per la creatività e per la formazione di nuove competenze. È una direzione che come amministrazione ci siamo dati sin dall’inizio del mandato, fare dei nostri luoghi di cultura spazi aperti, vivi, dove la collaborazione e le reti possano fare la differenza. Questo progetto di cui il Comune è stato capofila è proprio il simbolo di quello che significa amministrazione condivisa e di quello che significa fare rete.
Attraverso numerose attività i nostri ragazzi hanno innanzitutto potuto comprendere il valore dei luoghi che abbiamo nella nostra città. Insieme all’Ufficio Cultura, che ringrazio per il grande lavoro che in questi anni sta facendo dimostrando di saper intercettare anche importanti finanziamenti esterni, tutti i nostri spazi culturali, dalla biblioteca al Teatro Mancinelli, sono diventati luoghi aperti dove le associazioni, i soggetti che vogliono sperimentare e produrre cultura possono farlo. Delle esperienze e dei risultati di questa iniziativa faremo tesoro e li porteremo anche nell’altro importante progetto della Casa della Cultura che realizzeremo con i fondi delle Aree interne con l’obiettivo di fornire servizi e creare nei nostri territori una qualità di vita che può diventare l’elemento qualificante per recuperare attrattività anche dal punto di vista residenziale. Ringrazio i nostri partner in questa bellissima avventura e tutti coloro che hanno partecipato e contribuito al successo di “Giovani in Biblioteca”».









