R-Esistenze –
Da anni, il nostro territorio è attraversato da lotte che puntano ad obiettivi che solo all’apparenza sono distanti: lotte per un’agricoltura sostenibile e radicata nel tessuto locale, lotte per difendere la sanità pubblica, per fermare la speculazione energetica, per denunciare le complicità italiane nel genocidio palestinese. Come soggetti che hanno partecipato e che vogliono continuare a portare avanti queste lotte, crediamo che la fase storica che oggi ci troviamo di fronte, in cui il colonialismo e l’imperialismo tornano esplicitamente ad essere il metro con cui le società occidentali si relazionano agli altri popoli del mondo, imponga di iniziare a “unire i puntini” e agire consapevoli che ogni singola battaglia è parte di una Resistenza che ha oggi scala globale.
Per questo abbiamo deciso di riunirci in “rEsistenze” – un gruppo informale che vuole provare a unire le lotte del nostro territorio, trasformando istanze spesso atomizzate ed isolate in un’azione collettiva e consapevole. Non siamo solo un’idea: siamo chi ha camminato fianco a fianco nelle strade, nei campi, nelle aule scolastiche, per costruire un territorio libero da guerra, sfruttamento e ingiustizia.
Resistere, per noi, significa innanzitutto smilitarizzare i territori in un momento in cui si tenta di ridare dignità allo strumento più infame inventato dall’essere umano, la guerra, e riconoscere che cura della comunità significa cura della salute pubblica, tanto attraverso il sostegno a stili di vita sani quanto con servizi pubblici efficienti e universali; significa lottare contro ogni discriminazione e violenza razziale e di genere; significa lavorare affinché il territorio non sia solo uno spazio fisico ma un luogo di mutuo aiuto; significa sedimentare la coscienza nata dai movimenti contro la complicità con il genocidio dei palestinesi, per sviluppare una nuova idea di mondo basata sulla convivenza pacifica e il rispetto del diritto all’autodeterminazione dei popoli; significa lavorare affinché le scuole diventino luoghi di educazione critica sul colonialismo, dove gli insegnanti siano alleati nella formazione di una coscienza antirazzista e antimperialista.
In questo contesto, aumentare il conflitto sociale non è un’opzione ma la strada maestra per mettere in crisi i poteri che qui e ora tentano di dividerci e renderci carne da cannone, pronta ad essere sparata contro esseri umani che condividono i nostri stessi interessi. Per questo, crediamo sia fondamentale continuare a supportare i movimenti e le organizzazioni nazionali e internazionali che si muovono nella stessa direzione, moltiplicando la forza delle nostre azioni come è stato nel caso degli scioperi generali dello scorso autunno e dei blocchi dei portuali europei contro l’invio di armi a gaza.
Partecipa anche tu :
- Ogni giovedì alle 20,00 al BiPop di Sferracavallo in via Po, 4
- Sabato 28 marzo: raduno alle 11,00 alla stazione di Orvieto per raggiungere la Manifestazione “No Kings” a Roma , contro il militarismo e l’imperialismo.
- Domenica 29 marzo: partecipa al corteo cittadino alle 9.30 dal parcheggio all’inizio della strada di Camorena, per commemorare i sette martiri di Camorena, uccisi il 29 marzo 1944 dai nazifascisti peri loro atti di resistenza e la renitenza alla leva
COORDINAMENTO ORVIETANO PER LA PALESTINA









