Interviene con toni istituzionali e senza intento polemico la minoranza consiliare di Castel Viscardo, a seguito delle recenti comunicazioni diffuse dalla pagina istituzionale del Comune. Al centro del confronto vi sono alcuni atti amministrativi recentemente adottati, tra cui l’Accordo di riconciliazione debiti/crediti con la Provincia di Terni (2026) e la deliberazione di Giunta n. 19 del 3 marzo 2026 relativa agli incarichi di Elevata Qualificazione.
La minoranza precisa innanzitutto di prendere atto in modo positivo del fatto che le somme oggetto dell’accordo
risultino coperte e inserite nella programmazione dell’Ente, sottolineando come si tratti di un elemento rilevante. Allo stesso tempo, viene ribadito che non è mai stata sollevata alcuna contestazione sulla legittimità delle scelte amministrative adottate, né sulle indennità previste per i responsabili dei servizi, ritenute conformi al quadro normativo vigente.
Il chiarimento arriva in merito al contenuto del precedente intervento, che – si legge – aveva l’unico obiettivo di riportare in modo comprensibile dati già presenti in documenti ufficiali. In particolare, la minoranza richiama alcuni elementi oggettivi: una posizione debitoria pari a 171.871,30 euro maturata tra il 2016 e il 2024, la rateizzazione del pagamento fino al 2027 e l’indicazione, contenuta nello stesso accordo, di una difficoltà finanziaria che ha reso necessario il pagamento dilazionato.
A ciò si aggiunge un ulteriore aspetto, ritenuto rilevante: lo stesso accordo precisa espressamente che la ricostruzione dei rapporti non è definitiva e che restano salve tutte le eventuali ulteriori partite di debito o credito che dovessero emergere nel prosieguo delle verifiche. Il quadro, quindi, risulta ancora in fase di completamento.
Si tratta, viene evidenziato, di dati pubblici e verificabili. Un passaggio viene dedicato anche alle attività di recupero crediti avviate dall’Amministrazione, considerate iniziative utili e condivisibili in linea generale. Tuttavia, la minoranza sottolinea come tali attività riguardino prevalentemente posizioni maturate negli anni precedenti, nell’ambito della medesima gestione amministrativa, configurandosi quindi come un’operazione di riordino di situazioni pregresse.
Sul piano politico, viene inoltre precisato che, anche nel corso delle sedute di bilancio, non è mai stata avanzata alcuna critica sulla tenuta complessiva dei conti dell’Ente. Piuttosto, la minoranza rivendica di aver espresso legittimamente posizioni differenti in merito all’impiego delle risorse, nell’ambito di una normale dialettica amministrativa.
“Il diritto di critica è un principio fondamentale – si legge – purché esercitato nel rispetto dell’onorabilità altrui, che non è mai stata messa in discussione”. I giudizi espressi, viene ribadito, prendono sempre le mosse dagli atti ufficiali, che pur nella loro oggettività possono essere interpretati secondo diverse sensibilità. Infine, la minoranza richiama il valore della trasparenza e della partecipazione, invitando i cittadini a consultare direttamente l’Albo Pretorio del Comune per verificare il contenuto degli atti. “Partecipazione – concludono dal Gruppo Cambiare si può – significa anche questo: la minoranza che domanda, approfondisce, discute e informa i cittadini secondo il proprio punto di vista, sempre nel rispetto dei dati e degli atti ufficiali”.








