
Il Consiglio Comunale di Castel Viscardo nella recente seduta ha detto no al dimensionamento scolastico e al recente commissariamento della Regione Umbria da parte del Governo Meloni. Con una mozione approvata con il solo voto della maggioranza, l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Daniele Longaroni ha espresso ferma opposizione a quella che viene definita una “forzatura istituzionale senza precedenti”, volta a imporre tagli lineari a un sistema educativo già sotto pressione.
“Un atteggiamento della minoranza di sostanziale neutralità – è detto in una nota – dove ci si aspettava una piena condivisione e sostegno unanime, e non quello di accettare la cancellazione dell’autonomia scolastica del nostro Istituto Comprensivo lasciandolo ad un calcolo meramente matematico di poco conto per la nostra comunità già penalizzata anche dal recente provvedimento di revisione dei Comuni montani. Se deve essere sempre un algoritmo a decidere i contesti territoriali, le identità culturali noi non siamo daccordo e stupisce come la minoranza possa accettare passivamente tale situazione”.
L’Amministrazione sottolinea poi come la Regione Umbria, con oltre 101.000 studenti e un territorio prevalentemente montano, non possa essere sottoposta a logiche puramente aritmetiche. “Il Piano nazionale – afferma – ha già portato alla soppressione di 700 scuole e alla riduzione di oltre 1.400 dirigenti scolastici e DSGA. Il rischio concreto è l’aumento delle cosiddette “classi pollaio” nei centri urbani, parallelamente alla desertificazione delle aree interne. L’Italia investe già solo il 3,9% del Pil nell’istruzione, una cifra inferiore alla media europea; un ulteriore taglio assurdo e irresponsabile.
Per un comune come Castel Viscardo, situato in unarea interna, la scuola non rappresenta una semplice voce di bilancio, ma l’ultimo presidio pubblico fondamentale per contrastare lo spopolamento e garantire la coesione sociale. Tagliare unautonomia scolastica in queste zone significa spegnere un pezzo di comunità. La scuola pubblica non si tocca: si difende e si rafforza proprio dove ce nè più bisogno. Non possiamo accettare che lo Stato riduca listruzione a un mero calcolo ragionieristico, giocando sulla pelle degli studenti per logiche centralistiche.
Con l’approvazione di una mozione specifica presentata dal gruppo consiliare “Cammino Comune”, il Comune di Castel Viscardo si impegna formalmente a sostenere il ricorso della Regione Umbria al Presidente della Repubblica contro il commissariamento, chiedere la sospensione immediata degli atti commissariali e la revisione dei criteri di calcolo che penalizzano l’Umbria, promuovere un coordinamento con gli altri Comuni umbri e con l’Anci per monitorare gli effetti del dimensionamento e adottare iniziative comuni di difesa e garantire il mantenimento dei plessi scolastici quali presidi indispensabili per la crescita del territorio”.
L’Amministrazione Comunale esprime pieno sostegno alla presidente della Regione, Stefania Proietti, e all’assessore regionale all’Istruzione Fabio Barcaioli per “aver difeso la dignità dellUmbria rifiutando tagli iniqui e ingiustificati. Castel Viscardo sceglie di stare dalla parte degli studenti, delle famiglie e del personale scolastico, ribadendo che la scuola è un diritto costituzionale e un pilastro di democrazia che non può essere smantellato”.








