
Il Teatro del Carmine di Orvieto ospiterà sabato 28 marzo, alle 18, “Corpi di Guerra”, spettacolo scritto e diretto da Marco Scotuzzi e Laura Tombini, liberamente tratto da “Le Troiane” di Euripide. L’evento nasce dalla collaborazione tra Orvieto Cinema Fest e la scuola teatrale milanese Dedalo Teatro.
Lo spettacolo. La guerra di Troia dura da dieci anni. Ma stanotte, per le strade, si canta. Le donne di Troia ballano tra le rovine, ignare dell’inganno nascosto dentro un cavallo di legno. Quando l’alba arriverà, la città sarà cenere. Gli uomini, morti. Le donne, prigioniere. “Corpi di Guerra” è costruito come un percorso per quadri, una partitura fisica che intreccia parola, movimento e paesaggi sonori. L’azione attraversa la festa sospesa prima della caduta, il massacro, la schiavitù, la perdita, il giudizio su Elena, la fine di una civiltà, fino a un ultimo tribunale che parla direttamente al nostro presente. Le protagoniste – Ecuba, Cassandra, Andromaca, Elena – emergono dal coro come quatto modalità diverse di resistenza e dolore. I Greci non appaiono come eroi, ma come giovani soldati intrappolati nella logica del potere. Il finale intreccia Troia e Melo, antico e moderno, rievocando la domanda che attraversa ogni epoca: chi ha diritto di parlare quando la forza decide?

Note di regia. La messinscena è ridotta all’essenziale: corpi, spazio, buio, suono. Il lavoro attoriale privilegia la presenza, la precisione fisica e il ritmo corale. La musica crea un ponte temporale tra passato e contemporaneo, mentre la scena rimane nuda per lasciare spazio all’immaginazione dello spettatore. Il risultato è uno spe6acolo che non “rappresenta” la tragedia, ma la fa accadere davanti al pubblico.
Perché “Le Troiane” oggi. La tragedia di Euripide racconta ciò che avviene dopo l’eroismo: la spoliazione, la schiavitù, l’uso dei corpi come territorio di conquista. Oggi come allora, quando le città bruciano, sono soprattutto le donne a restare in piedi tra le macerie. “Corpi di Guerra” nasce per riportare quelle voci al centro, e per farle risuonare nel nostro presente.
Dedalo Teatro. Lo spettacolo nasce all’interno di Dedalo Studio, lo spazio di ricerca permanente di Dedalo Teatro, una realtà presente da 30 anni a Milano. È un centro di formazione dove la fusione di varie tecniche e matrici, che partono da Costantin Stanislavsky e Lee Strasberg e che negli anni sono state esplorate dagli insegnanti, mette al centro come punto di lavoro l’attore come artista che crea un senso di verità. Si occupa di recitazione teatrale e cinematografica per adulF ma anche di laboratori e corsi per i più piccoli.








