L’Umbria conquista la scena nazionale della birra artigianale. Nel trentennale del movimento craft, la XXI edizione di Birra dell’Anno, il concorso organizzato da Unionbirrai, associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, ha proclamato Birra dell’Eremo di Assisi (Perugia) Birrificio dell’Anno 2026. La premiazione è avvenuta a Rimini Fiera durante Beer&Food Attraction. Il birrificio umbro si è imposto su 212 produttori in gara grazie a 8 podi complessivi – 4 ori, 2 argenti e 2 bronzi – ottenuti in 6 categorie differenti, dimostrando versatilità e continuità qualitativa. Nel dettaglio, Birra dell’Eremo ha conquistato quattro medaglie d’oro con Idioteque, premiata tra le IPA speciali; Tuka, risultata la migliore tra le New England IPA; Doe Balsamic Vinegar Barrel Aged, vincitrice nella categoria delle birre affinate in legno; e Stones, affermatasi tra le Italian Grape Ale in versione sour.
A questi si aggiungono ulteriori piazzamenti sul podio con Two Much, ancora nel comparto delle IPA sperimentali; Eternal Summer, tra le New England IPA; Doe, nella categoria delle birre ad alta gradazione in stile Barley Wine/Old Ale; e Madue, nella sezione dedicata alle birre con frutta. Un risultato che fotografa la capacità del birrificio di spaziare dalle luppolate moderne alle produzioni barricate, fino alle contaminazioni con il mondo vitivinicolo. Accanto al successo del Birrificio dell’Anno, l’Umbria raccoglie ulteriori riconoscimenti che confermano la solidità e la qualità del movimento regionale. Residual (Spello, Perugia) ottiene due medaglie d’argento, rispettivamente nelle categorie delle IPA speciali e delle birre scure ad alta gradazione. Fabbrica della Birra Perugia (Torgiano, Perugia) conquista un argento nella categoria English IPA e un bronzo tra le Double/Imperial IPA, oltre a due menzioni nelle sezioni dedicate alle ale chiare d’ispirazione anglosassone e alle Italian Grape Ale sour.
Sale sul podio anche Birralfina (Orvieto, Terni), con un argento nella categoria delle birre con spezie, mentre una menzione va al Birrificio Alto Tevere (San Giustino, Perugia) nella categoria delle Belgian strong ale in stile Tripel. Nel complesso, l’Umbria chiude l’edizione 2026 con 4 ori e 17 premi complessivi, confermandosi tra le regioni più premiate e portando sul territorio un risultato di assoluto rilievo nazionale.
“Birra dell’Anno è la fotografia più autentica del nostro movimento: qui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza – dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai –. In un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto di un impegno costante portato avanti da Unionbirrai a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 celebriamo un comparto maturo, più consapevole e competitivo. Proprio per questo – conclude – Birra dell’Anno continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca: è il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che a vincere sia esclusivamente la qualità”.
Qui tutti i premiati: https://birradellanno2026.manus.space








