
“Garantire un futuro sicuro alla Rupe di Orvieto e al Colle di Todi attraverso interventi strutturali e un sistema di controllo moderno”. È quanto dichiarano i consiglieri regionali Letizia Michelini (prima firmataria), Maria Grazia Proietti, Francesco Filipponi (PD) e Luca Simonetti (M5S) annunciando la presentazione di una mozione che “impegna la Giunta a sostenere gli emendamenti presentati al Senato nella Legge di Bilancio 2026, necessari per sbloccare i finanziamenti destinati alla manutenzione straordinaria di queste aree”.
“La Rupe e il Colle – spiegano i consiglieri regionali – sono patrimoni di valore nazionale che oggi affrontano un preoccupante rischio idrogeologico. Sebbene tra gli anni Settanta e Novanta queste zone fossero un modello internazionale di gestione del dissesto, oggi si registra un deterioramento delle pendici e un sistema di monitoraggio inefficiente. Dal 2008 l’Osservatorio della Rupe non è più operativo e gran parte della strumentazione tecnica risulta danneggiata o coperta dalla vegetazione”.
“La tutela di questi luoghi – sottolineano i consiglieri Michelini, Proietti, Filipponi e Simonetti – non è più rinviabile e richiede una strategia chiara che metta insieme tecnologie avanzate e manutenzione ordinaria. La prevenzione non deve essere vista come un costo, ma come un investimento fondamentale per la sicurezza dei cittadini. Per questo chiediamo alla Regione di sollecitare il Governo per ottenere un finanziamento pluriennale che permetta di superare la logica dell’emergenza. Risulta prioritario riattivare l’Osservatorio della Rupe e definire un piano integrato di prevenzione che coinvolga i Comuni e il mondo scientifico”.
“L’atto – proseguono gli esponenti della maggioranza – punta, inoltre, alla firma di un nuovo protocollo d’intesa tra Regione, Comuni di Orvieto e Todi, Università ed enti tecnici. L’obiettivo è assicurare una gestione unitaria del territorio, intervenendo con urgenza sulle criticità segnalate, come i dissesti alla Fontana del Leone e al Fosso della Civetta a Orvieto, oltre ai cedimenti registrati sulle pendici di Todi dopo i fenomeni meteorologici estremi del 2022”.








