La Confederazione Cobas, il Centro Studi Scuola Pubblica e i Cobas Scuola partecipano alla manifestazione nazionale indetta dai Centri Antiviolenza che si svolgerà a Roma sabato 28 febbraio. La manifestazione si inserisce nella mobilitazione permanente indetta dai Centri Antiviolenza, dai primi presìdi sotto il Senato di martedì 27 gennaio all’Assemblea Nazionale alla Sapienza di lunedì 9 febbraio per coordinare le giornate di domenica 15 febbraio organizzate sui territori e la manifestazione di sabato 28 febbraio, sotto lo slogan #senzaconsensoèstupro, per contestare il DDL Bongiorno (o “DDL Stupri”) attualmente in discussione al Senato.
All’interno di questo percorso il Cesp e i Cobas Scuola hanno svolto per il terzo anno consecutivo un ciclo di seminari “Il ruolo della scuola nella prevenzione e nel contrasto della violenza maschile contro le donne” a Salerno, Roma, Latina, Formia, Napoli, Potenza, insieme a Differenza Donna (uno dei principali motori politici e legali della protesta) che gestisce 16 Centri Antiviolenza, 10 Case Rifugio, 8 sportelli Emergenza Codice Rosa in presidi ospedalieri, 3 Sportelli antiviolenza. L’Associazione, fondatrice della rete D.i.Re Donne in Rete contro la violenza, porta in piazza l’esperienza delle operatrici che ogni giorno assistono le vittime, sottolineando come una legge non basata sul consenso scoraggi le denunce e favorisca l’impunità degli aggressori.
La mobilitazione chiede che l’Italia assuma quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul, che definisce lo stupro basandosi esclusivamente sulla mancanza di consenso liberamente dato. Con la propria partecipazione e coordinandosi con la protesta dei Centri Antiviolenza, i Cobas e il Cesp vogliono denunciare pubblicamente le modifiche al disegno di legge, in particolare il passaggio dal principio del “consenso” a quello del “dissenso”.
Richiedere una “volontà contraria” esplicita riporta il peso della prova sulla vittima, ignorando le situazioni di paralisi da paura o di incapacità di reagire. Dunque, l’obiettivo dichiarato per sabato 28 febbraio è quello di non “arretrare di un passo” finché il testo della legge non tornerà alla sua formulazione originaria, basata sul consenso esplicito. Tutte e tutti in piazza sabato 28 febbraio alle 13 a Roma, in Piazza della Repubblica.
Confederazione Cobas
Centro Studi Scuola Pubblica
Cobas Scuola









