
Dalle parole dell’Assessore De Luca che leggiamo sulla stampa emerge con chiarezza un dato politico incontestabile: ad oggi, sul futuro del ciclo dei rifiuti in Umbria, non esiste una soluzione concreta. Si parla solo di ipotesi, si evocano scenari futuribili, ma manca assolutamente una linea definita, una scelta strategica, un cronoprogramma credibile. C’è solo una certezza: la nuova Giunta regionale ha scelto di bloccare un Piano dei Rifiuti già in vigore che prevedeva, tra le soluzioni per la chiusura del ciclo, la realizzazione di un termovalorizzatore. Lo stop al Piano dei Rifiuti approvato ed adottato dalla Giunta di centro destra è una scelta politica legittima – che non condividiamo – ma che avrebbe dovuto, quantomeno, essere accompagnata da un’alternativa concreta, credibile ed immediatamente attuabile, vista la situazione di estrema criticità che vive l’Umbria nella gestione dei rifiuti. Purtroppo, così non è stato.
Oggi tutto è fermo e sospeso, mentre la discarica di Orvieto si avvicina all’esaurimento ed aumentano in modo esponenziale le incertezze sul futuro. Ci chiediamo: qual è la strategia? Pensare che basti solo incrementare le percentuali di raccolta differenziata per chiudere il ciclo dei rifiuti significa ignorare la realtà tecnica e impiantistica. E’ un’illusione che rischia di tradursi in un’emergenza strutturale. Ci chiediamo, inoltre, che fine abbia fatto la proposta dell’idrogeno avanzata nei mesi scorsi dall’Assessore come soluzione innovativa? E’ stata già accantonata? Forse ci si è resi conto che, nelle condizioni attuali, rappresenta un’ulteriore utopia? Ed infatti anche sull’idrogeno è mestamente calato il silenzio.
Nel frattempo l’Assessore parla di ampliamenti volumetrici delle discariche autorizzati, e qui è bene ribadire con forza un punto di primaria importanza: la precedente Giunta regionale non ha mai autorizzato alcun ampliamento della discarica di Orvieto e nessun ampliamento è stato effettuato nei cinque anni di Governo precedenti. Ed allora ci chiediamo perché si continua a ripetere il contrario? Si tratta forse di un tentativo (maldestro) di scaricare responsabilità politiche o di preparare il terreno a scelte inevitabili già prese? Senza una programmazione seria ed impianti alternativi, il rischio è evidente: le discariche sono – di fatto – gli unici impianti di trattamento. E a pagare saranno, ancora una volta, i territori che già ospitano queste infrastrutture altamente impattanti. Il nuovo Piano regionale dei Rifiuti dovrà necessariamente affrontare con realismo il tema della chiusura del ciclo, assumendosi la responsabilità di scelte chiare e strutturali. Rinviare, sospendere, evocare scenari senza definirli non è più accettabile. E il nostro territorio non può tornare a pagare il prezzo dell’indecisione politica di una sinistra confusa e ideologica che dalla sanità all’ambiente sta fallendo tristemente su tutto.
Gruppo Consiliare CIVITAS (Comune di Orvieto)








