
di Giuliano Santelli
Il dibattito che si è aperto rispetto alla frana di Canale che ha determinato la chiusura della SP 12 Bagnorese, come tutte le questioni che interessano i diversi Enti – Governo, Regione, Provincia e Comune – è apparso subito come ricerca delle responsabilità e delle competenze su chi deve fare e intervenire per riaprire questa importante direttrice viaria.
La Provincia di Terni? Certamente è sua la competenza. Il Comune di Orvieto? Sicuramente, visto che la strada è il collegamento per la frazione di Canale. La Regione Umbria? Assolutamente sì, visto che si è richiesto l’intervento del Servizio Geologico Regionale. Il Governo centrale? Certo, visto, come annunciato dalla presidente Giorgia Meloni e dal ministro Nello Musumeci verrà dichiarato lo stato d’emergenza nazionale per il maltempo che ha interessato nelle scorse settimane il nostro Paese.
Se questo è lo stato dell’arte passeranno probabilmente ancora settimane prima di avere certezza di questi provvedimenti. I cittadini e le cittadine di Canale intanto si fanno carico delle tante difficoltà che impongono maggiori tempi di percorrenza per andare al lavoro, a scuola, per accedere ai servizi, maggiori oneri e rischi per una viabilità alternativa già problematica, la Strada Provinciale della Badia, la Strada Comunale della Cacciata.
Esiste poi anche il problema non secondario dei mezzi di soccorso in caso di emergenza. Ultimo aspetto che vorrei sottolineare: la frana, mi dicono di vaste proporzioni e in movimento. Questo aspetto dovrebbe essere tenuto come priorità, dicono i tecnici che riaprire a senso unico alternato restringendo la careggiata con delle barriere di cemento, non sarebbe sufficiente a trattenere la massa in movimento.
E allora cosa fare per risolvere prima possibile il problema? Spingere tutti gli Enti interessati a collaborare e non ha contrapporsi, sollecitare l’Autorità di Governo, Prefettura di Terni, a convocare una riunione congiunta Regione, Provincia, Comune di Orvieto (immagino lo sia stato fatto) per interessare il Governo nazionale ad inserire la situazione orvietana dentro la dichiarazione di stato di emergenza. Sarebbe possibile per una volta ragionare e condividere una linea di azione comune per il bene dei cittadini e non contrapporsi in sterili e inutili polemiche…








