Grande partecipazione a Parrano, dove oltre 50 persone si sono riunite con il Comitato orvietano per il NO al referendum Nordio. Un incontro per approfondire le motivazioni per le quali, il 22 e 23 marzo, sarà decisivo recarsi alle urne e schierarsi contro questa riforma. Attraverso un’analisi puntuale, sono stati smontati i falsi miti che circondano il provvedimento. La domanda sorge spontanea: questa riforma serve davvero a migliorare il sistema?
È una vera riforma della magistratura? NO.
Renderà i processi più veloci? NO.
Influisce sull’efficienza della giustizia? NO.
Stabilizza il personale precario nei tribunali? NO.
Uno dei punti più critici discussi riguarda la selezione dei magistrati. Ci si chiede: vogliamo davvero affidare processi e sentenze a magistrati scelti per estrazione a sorte anziché sulla base di una comprovata esperienza? Affidereste mai un intervento chirurgico complesso a un medico neolaureato solo perché “estratto”? La risposta non può che essere NO.
Se la riforma non aiuta i cittadini, qual è il suo vero scopo? Secondo il Comitato, l’intento è chiaro: stravolgere la Costituzione. L’obiettivo è portare la Magistratura sotto il controllo politico, permettendo al Governo (di qualsiasi colore esso sia) di condizionare il lavoro dei giudici. Cosa cambia per la “povera gente”? Niente. Questa è una riforma pensata dai politici per i politici e per i potenti, che non tocca i problemi reali della giustizia quotidiana.
Per questo il 22 e 23 marzo abbiamo ottime ragioni per votare:
NO, NO e ancora NO.








