Febbraio 1986, sono passati quarant’anni dalla L. 41 che introduce l’obbligo per i comuni di dotarsi di PEBA ed era sempre febbraio ma di un anno fa quando ci siamo iniziati a confrontare con un tema non più procrastinabile: l’inclusione di tutte le persone con disabilità.
E abbiamo voluto farlo appoggiandoci ad una rete composta da sole persone con disabilità: il Disability Pride Network, un’organizzazione informale che da dieci anni si occupa di portare in piazza i diritti delle persone con disabilità, con le persone con disabilità.

In occasione del decennale del primo Disability Pride, che nel 2015 fu proposto in Sicilia, l’anno scorso, noi rappresentanti di C.O.S.P., Cellula Coscioni di Orvieto e Rigenerazioni e Intrecci, abbiamo voluto organizzare il primo Disability Pride Umbria ad Orvieto. L’abbiamo organizzato e pensato con tanta umiltà e la pretesa di credere che in un futuro non troppo lontano, altre città dell’Umbria e soprattutto le persone con disabilità che questo territorio abitano, si possano sentire partecipi di un movimento che mette la persona al centro del dibattito, come sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e dall’articolo 3 della Costituzione Italiana.
E abbiamo voluto farlo il 25 ottobre, portando all’attenzione proprio il macrotema dell’inclusione, declinandolo in sessualità, intersezionalità, accessibilità digitale, lavorativa, agli ausili, urbanistica con una parte proprio dedicata all’abbattimento delle barriere architettoniche.
Nonostante le diƯicoltà, abbiamo comunque ottenuto un primo risultato: la presa di coscienza dell’amministrazione comunale di Orvieto della necessità di redigere un Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (P.E.B.A.). In un’ottica di collaborazione proattiva, in occasione di un’assemblea cittadina che abbiamo organizzato lo scorso 22 novembre, abbiamo messo a disposizione una mozione da adottare, un documento redatto ed integrato dal Network che chiedeva, tra l’altro, una chiara presa di posizione politica ovvero degli impegni fondamentali che, presi di concerto da più Comuni sul territorio, porterebbero ad un’azione concreta lungo il percorso che porta ad un PEBA realmente giusto e inclusivo.
Il primo è l’impegno da parte dei consigli comunali che approvano la mozione a sensibilizzare la Regione di appartenenza all’istituzione del registro/anagrafe dei PEBA regionali, a redigere le linee guida regionali e a rifinanziare la voce del bilancio regionale che prevede stanziamenti per i comuni finalizzati alla redazione dei PEBA.








