
L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso l’interrogazione a risposta immediata con cui i consiglieri Letizia Michelini, Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti (Pd) chiedeva aggiornamenti su “Progetto eolico ‘Phobos’ nei comuni di Orvieto e Castel Giorgio: impatto sul territorio umbro e difesa delle competenze regionali in materia di tutela del paesaggio e transizione energetica”.
Illustrando l’atto ispettivo, Michelini ha spiegato che “nel territorio compreso tra Umbria, Lazio e Toscana, e in particolare nei comuni di Orvieto e Castel Giorgio, è stato autorizzato il progetto eolico denominato ‘Phobos’, che prevede l’installazione di sette aerogeneratori di altezza superiore ai 200 metri, in prossimità di borghi storici, siti archeologici, paesaggi agricoli integri e abitazioni civili.
Questo progetto determina, per dimensioni e impatto cumulativo, una trasformazione irreversibile del paesaggio, in un contesto territoriale di elevato valore storico, culturale e ambientale. Contro il progetto si è sviluppata, da oltre due anni, una mobilitazione diffusa di cittadini, amministrazioni locali, associazioni, operatori agricoli e turistici, nonché di numerose personalità del mondo della cultura, non contrarie alle energie rinnovabili in quanto tali, ma a una loro applicazione percepita come speculativa e priva di adeguata pianificazione.
Nell’area interessata risultano inoltre in fase di valutazione ulteriori progetti eolici e agrivoltaici, con un potenziale effetto cumulativo che rischia di compromettere in modo strutturale l’equilibrio paesaggistico e ambientale del territorio. Chiediamo quindi quali siano le iniziative che la Giunta, nell’ambito delle proprie competenze, intende assumere per rafforzare il ruolo della Regione nella tutela del paesaggio, del territorio e delle vocazioni produttive regionali, alla luce dell’impugnativa governativa della legge regionale sulla transizione energetica.
Se la Regione intende promuovere, anche in sede di confronto istituzionale con il Governo centrale e nelle opportune sedi politiche e giurisdizionali, il riconoscimento delle competenze regionali in materia di pianificazione energetica e paesaggistica, in modo da garantire certezze normative alle comunità locali, agli operatori economici e la tutela del territorio umbro”.
L’assessore De Luca ha risposto che “questo è un tema con un impatto devastante su quei territori. Per questo la Giunta non fa un passo indietro, valutando le azioni da dover mettere in campo per poter richiedere una tutela territoriale e paesaggistica. C’è una gravissima responsabilità della precedente Giunta, dovuta alla maturazione di un silenzio assenso su questo progetto. Silenzio assenso nato a valle della procedura di Via su erronea interpretazione di una archiviazione che non c’è stata, ma soprattutto ad un corto circuito amministrativo: c’è stato un pronunciamento del Consiglio dei Ministri, visto che i ministeri non erano concordi nel parere, che ha visto una Via favorevole sulla costruzione di questo impianto.
Cortocircuito aggravato dal fatto che in questa legislatura si è proceduto a concludere l’autorizzazione unica con un diniego, oggetto in questo momento anche di ricorso al Tar. C’è stata anche una assoluta assenza di compensazione ambientali per il territorio. Come Giunta, insieme ai comuni di Orvieto e Castel Giorgio, stiamo valutando le azioni da dover mettere in campo per poter richiedere una tutela non solo territoriale, ma anche paesaggistica di questo territorio. L’accelerazione che stiamo dando all’approvazione del Piano paesaggistico regionale è stata inedita negli ultimi 7 anni. Ora si sta andando spediti ad una approvazione a stralci del piano. Stiamo resistendo nei confronti di una impugnativa da parte del Governo che vuole privare la regione della possibilità di individuare le zone non idonee alla realizzazione di impianti.
Una scelta incomprensibile. Vogliamo raggiungere gli obiettivi di installazione di impianti da fonti rinnovabili, ma vogliamo farlo tutelando i nostri territori che sono anche asset turistici che non possono essere depauperati per far arricchire l’imprenditore di turno. Stiamo valutando una impugnativa da parte della regione di legge approvata in Parlamento.
Nella sua replica Michelini ha ringraziato l’Assessore “per aver preso di petto questa situazione. C’è stato un grande percorso partecipativo per perseguire la transizione energetica nel migliore dei modi ma anche tutelando le comunità locali, coinvolgendo i comuni per fare il bene dell’Umbria”.








