Santa Rosa da Viterbo sotto una Nuovossima Luce. Quella che irradiano le 65 pagine del libro “Nel nome di Rosa” primo esordio editoriale della giornalista Wanda Cherubini. Non sola ma in compagnia. Di “quattro voci prefazione” che rendono magnifico il “preambolo lettura” Semplicemente perché “Rosa è tradizione vivente”, come sottolinea il Vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza ”e la Cherubini sigilla questo significativo tratto con la Festa che è il simbolo vivente di una comunità che si riconosce nei valori della Fede, della memoria, della coesione e della bellezza condivisa.
Dalle origini medievali fino all’età digitale, passando attraverso secoli di devozione, trasformazioni storiche ed innovazioni artostiche, questa festa è riuscita a rimanere fedele a se stessa pur aprendosi al cambiamento”. Semplicemente perché “Rosa è tradizione vivente” come sottolinea la Sindaca di Viterbo Chiara Frontini “e la Cherubini descrive minuziosamente il significato di una tradizione che si tramanda di generazione in generazione in famiglia. Sempre più viva alimentata grazie all’amore dei bambini”.
Semplicemente perché “La macchina di Santa è cuore di comunità” come sottolinea Massimo Mecarini Presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa “ed una Cherubini brillantissima, instancabile nella sua narrazione, unisce informazione accurata e passione. ”Ed infine semplicemente perché “Rosa nel tempo, catechesi e modernità” come sottolinea Maurizio Di Schino Giornalista e Presidente Unione Cattolica Stampa Italiana “e grazie alla collega Wanda entriamo nella modalità soggettività dei facchini i quali curvi sotto la Macchina e senza alcuna visuale, avanzano fidandosi dei comandi esterni. Una sorta di esercizio spirituale di affidamento alla comunità ispirata da Dio”. Il percorsoacquisto libro è onestamente un “caleidoscopio sollazzo”.
La rassicurante voce della Casa Editrice Serena di Vitorchiano annunciante che quanto richiesto arriverà a breve rende meno cupo un meteo aquesiano fatto di freddo e pioggia. Il Silenziocasalettura archtettato appositamente imprevidibilmente Urla. Perché ti accorgi che Santa Rosa non è una Santa ma è il cuore che batte dentro Viterbo. Collettività di fede, tradizione, appartenenza popolare. Ti accorgi che l’Anima è la Festa e chi la racconta emoziona. Individualmente e collettivamente. Documenti, testimonianze e memorie. E ti accorgi che la bellezza stà nel leggerli e ripercorrerli seppur da remoto. Con l’autrice. Diventando viaggiatore. Spirituale ed allo stesso tempo Storico. Ed improvvisamente ti accorgi di trovarti dentro la Macchina. Qualcosa di tutti ma ora orogliosamente anche Tuo. Ti accorgi che ora vedi il suo Cuore e lo comprendi. (G.S)









