Trasformare lo scarto in risorsa, abbattere l’impatto ambientale e sostenere le fasce più fragili della popolazione. Sono questi gli obiettivi della mozione presentata oggi alla Sindaca e al Presidente del Consiglio Comunale di Orvieto dai consiglieri Cristina Croce, Federico Giovannini, Daniele Di Loreto, Mauro Caiello, Stefano Biagioli e Roberta Palazzetti. Il documento punta a impegnare l’amministrazione comunale in un piano strutturato per la prevenzione e la riduzione dello spreco alimentare e non alimentare, puntando su innovazione tecnologica e sinergie territoriali. Di seguito il testo completo della mozione:
Premesso che
– lo spreco alimentare rappresenta un problema sociale, ambientale ed economico di grande rilevanza, con impatti diretti sulla gestione dei rifiuti, sull’utilizzo delle risorse naturali e sul contrasto alla povertà;
– la prevenzione e la riduzione dello spreco costituiscono uno degli strumenti più efficaci per migliorare la sostenibilità dei sistemi urbani e dei servizi pubblici;
– il recupero delle eccedenze alimentari e non alimentari a fini sociali è incentivato dalla normativa nazionale vigente;
Considerato che
– il Banco Alimentare è l’ente più strutturato a livello nazionale per il recupero delle eccedenze, anche dal punto di vista logistico, e opera in sinergia con numerose realtà non-profit quali Caritas, Croce Rossa e associazioni territoriali;
– Regusto, piattaforma tecnologica nata in Umbria e oggi attiva su tutto il territorio nazionale, mette in contatto in tempo reale aziende con eccedenze o prodotti invenduti ed enti non-profit impegnati nel recupero, supportando il coordinamento logistico e la tracciabilità delle donazioni;
– Regusto consente inoltre di misurare gli impatti sociali, ambientali ed economici derivanti dalle attività di recupero, offrendo dati utili alle amministrazioni pubbliche per la valutazione delle politiche adottate;
– tali modelli di intervento riguardano non solo il settore alimentare, ma anche il non-food (prodotti per la casa, la persona, l’edilizia) e il recupero di arredi e beni durevoli, con un impatto positivo sulla riduzione dei rifiuti ingombranti;
– esperienze già avviate in altri Comuni umbri, come il progetto attivato con il Comune di Perugia, dimostrano l’efficacia di percorsi che partono dalle mense scolastiche e si estendono a GDO (grande distribuzione organizzata), industria e altri settori produttivi;
Considerato inoltre che:
– il Comune di Orvieto dispone di risorse derivanti dall’aggio ambientale, che la normativa vigente consente di destinare al finanziamento di buone pratiche in materia di prevenzione dei rifiuti, economia circolare, sostenibilità ambientale e riduzione degli impatti sociali ed economici connessi alla gestione dei rifiuti;
Ritenuto
– strategico per il Comune di Orvieto promuovere politiche di prevenzione dello spreco coerenti con gli obiettivi di sostenibilità ambientale, inclusione sociale ed efficientamento della gestione dei rifiuti;
– opportuno valorizzare e mettere in rete le realtà del territorio, pubbliche e private, già attive o potenzialmente coinvolgibili in attività di recupero delle eccedenze;
Tutto quanto premesso, considerato e ritenuto
Il Consiglio Comunale
Impegna il Sindaco e la Giunta
1. a valutare l’avvio di un progetto comunale di prevenzione e riduzione dello spreco alimentare, a partire dalle mense scolastiche e dai servizi di ristorazione collettiva;
2. a promuovere la collaborazione con enti non-profit attivi nel recupero delle eccedenze e con piattaforme tecnologiche specializzate, come Regusto, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di prodotti a rischio spreco;
3. a favorire l’estensione progressiva delle azioni di prevenzione anche alla GDO, all’industria locale, al settore non-food e al recupero di arredi e beni durevoli;
4. a integrare tali politiche con le strategie comunali di gestione dei rifiuti, riconoscendo la prevenzione dello spreco come strumento prioritario di riduzione a monte, coordinandosi con le realtà associative presenti sul territorio;
5. a monitorare e rendicontare periodicamente gli impatti sociali, ambientali ed economici delle iniziative attivate, anche al fine di orientare future politiche comunali;
6. a valutare la destinazione di una quota delle somme derivanti dall’aggio ambientale comunale al finanziamento e allo sviluppo delle azioni di prevenzione e riduzione dello spreco alimentare e non alimentare, in coerenza con la normativa vigente e con gli obiettivi di riduzione dei rifiuti, sostenibilità ambientale e inclusione sociale.









