Nel Rapporto 2025 di ItaliaDecide “La cultura e i territori”, presentato ieri alla Camera dei Deputati, Orvieto emerge come esempio autorevole e lungimirante di welfare culturale applicato alle aree interne: un’esperienza nata nel 2014 nell’area Sud-Ovest Orvietano che, da progetto pilota, si è affermata come modello di sviluppo territoriale fondato sulla cultura, sulla coesione sociale e sulla responsabilità pubblica.
Il Rapporto riconosce quell’iniziativa come un’esperienza pionieristica, avviata durante l’amministrazione di centrosinistra guidata dal Sindaco Giuseppe Germani, capace di interpretare con anticipo una delle grandi questioni nazionali: come restituire futuro ai territori fragili senza ridurli a periferie residuali.

In quella giunta sedevano anche Cristina Croce, oggi Capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, e in quel consiglio comunale erano presenti Maria Flavia Timperi, oggi membro del Cda del CSCO, e Paolo Maurizio Talanti, quest’ultimo oggi Segretario dell’Unione Comunale del Partito Democratico: una classe dirigente che ha saputo tradurre visione politica e responsabilità amministrativa in scelte strutturali e durature.
Il welfare culturale sperimentato a Orvieto viene indicato nel Rapporto come uno strumento di sviluppo intensivo per le aree interne, successivamente esteso a tutte e cinque le aree interne dell’Umbria, con l’obiettivo di contrastare la marginalizzazione sociale, favorire l’integrazione intergenerazionale e ricostruire un senso condiviso di comunità.

Le aree interne rappresentano oggi una delle faglie più evidenti del Paese: territori segnati dallo spopolamento, dalla rarefazione dei servizi essenziali, da una progressiva perdita di diritti di cittadinanza, e tuttavia ricchissimi di patrimoni materiali e immateriali, di competenze, di memoria e di potenzialità inespresse. È proprio su questa contraddizione che il Rapporto interviene, proponendo politiche capaci di guardare oltre l’emergenza e di riconoscere nella cultura non un ornamento, ma la principale leva di uno sviluppo innovativo, inclusivo e duraturo.
Il documento raccoglie e analizza buone pratiche e strumenti metodologici utili a orientare nuove politiche pubbliche, indicando nella progettualità culturale un fattore strutturale di rigenerazione territoriale. La giornata di presentazione, aperta dall’intervento del Presidente della Camera Lorenzo Fontana, ha visto i contributi della Presidente di ItaliaDecide Anna Finocchiaro e della Direttrice Scientifica Daniela Viglione, per poi concludersi con la lectio magistralis di Renato Brunetta, Presidente del CNEL.
È stata, nel suo insieme, una giornata dedicata alla visione e alla responsabilità, nella quale l’esperienza avviata a Orvieto nel 2014 ha assunto un valore che va oltre il caso locale. Perché, come dimostra quella buona pratica, la differenza tra chi semplicemente occupa spazi e chi invece avvia processi sta tutta nella capacità di immaginare il futuro come un bene comune, e di sostenerlo nel tempo con coerenza, competenza e radicamento politico.
Partito Democratico








